Esports in Italia: mercato a +68% e 60 milioni entro il 2030
Esports in Italia 2026: il rapporto Iidea–Accenture evidenzia crescita dell’11%, nuovi modelli commerciali e un’audience sempre più trasversale.
Il rapporto Esports Italia 2026 Iidea Accenture parte da tre numeri chiave: +11 percento di crescita annua, +68 percento entro il 2030 e un mercato verso i 60 milioni di euro.
Lo studio, presentato ieri nella sede di Accenture a Milano, analizza trasformazioni, audience e prospettive di sviluppo dell’ecosistema competitivo italiano. L’Italia entra stabilmente nella Top5 europea, con un valore stimato tra 32 e 35 milioni nel 2025. Il settore mostra basi solide e un pubblico sempre più trasversale.
CRESCITA DEL MERCATO E DATI PRINCIPALI
Il rapporto conferma un mercato in forte espansione. Il Cagr atteso è dell’11 percento. La crescita prevista entro il 2030 è del 68 percento. Il valore complessivo potrebbe raggiungere i 60 milioni di euro. L’Italia si posiziona dopo Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. L’audience è già comparabile ai mercati più maturi. Tuttavia, la monetizzazione resta sbilanciata. Il 70 percento dei ricavi deriva dalle sponsorizzazioni. Merchandising, ticketing e diritti media pesano poco. La Gen Z guida il fenomeno. Un italiano su cinque segue gli esports come forma di intrattenimento.
AUDIENCE, GENERAZIONI E TITOLI PIÙ SEGUITI
Il pubblico esports italiano è giovane e trasversale. La disparità di genere si riduce. Tra gli under 25, l’83 percento gioca e segue contenuti competitivi. Tra gli over 25 la quota scende al 49 percento. Il 41 percento gioca ma non segue gli esports. Le barriere principali sono tempo, familiarità e mancanza di una spinta sociale. I titoli più seguiti variano per età. League of Legends, EA Sports FC e Call of Duty attraggono Millennials e Gen Z. Fortnite, VALORANT e Brawl Stars conquistano i più giovani. La strategia deve essere multipiattaforma.
BRAND NON-ENDEMICI E NUOVE PARTNERSHIP
Il rapporto evidenzia la crescita dei brand non-endemici. Settori come consulenza, fashion, largo consumo e fintech investono sempre più negli esports.
Le partnership evolvono. Non si limitano più al logo placement. Diventano campagne integrate con content production, engagement e attivazioni multi-touchpoint.
Un tratto distintivo del mercato italiano è il coinvolgimento dei club di Serie A. Le società calcistiche investono oltre i simulatori sportivi. Entrano in ecosistemi come Fortnite e Kings League. L’obiettivo è dialogare con le nuove generazioni e ampliare la fanbase.
EVENTI LIVE E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO
Gli eventi live sono una direttrice strategica. La quota dei ricavi da eventi è passata dal 25 percento nel 2021 al 40 percento nel 2024. Gli esports trovano spazio in manifestazioni come Milan Games Week, Lucca Comics e Comicon.
Il rapporto indica un’opportunità concreta: creare eventi proprietari e infrastrutture dedicate. La survey su 1.000 appassionati mostra che il 68 percento considera i videogiochi la principale forma di intrattenimento. Il 66 percento non ha ancora partecipato a un evento live. I driver principali sono socialità, creator e proplayer.
LE DICHIARAZIONI DI IIDEA E ACCENTURE
Secondo Pierluigi Parnofiello, vicepresidente di Iidea e Ceo di Pg Esports, “il mercato esports italiano mostra un indice di crescita positivo pari all’11 percento e una prospettiva di raddoppio dei volumi entro il 2030”. Sottolinea poi la necessità di “rafforzare informazione, educazione e divulgazione verso pubblico e brand”.
Alessandro Diana, Accenture song lead per Italia e Grecia, aggiunge che “questa ricerca rappresenta una bussola fondamentale per leggere l’evoluzione del mercato”. Diana evidenzia che le aziende “non stanno ancora sfruttando appieno il potenziale del canale esports”.