Privatizzazione casinò Saint Vincent, il Consiglio Valle chiamato a chiarire

Scritto da Daniele Duso
C’è anche il tema della privatizzazione della Casa da gioco valdostana (dopo il recente avvio dell’amministrazione giudiziaria) tra i punti all’ordine del giorno del consiglio regionale della Valle d’Aosta.

“La recente amministrazione giudiziaria della Casa da gioco di Saint-Vincent impone una riflessione approfondita e non più rinviabile sul futuro assetto societario e gestionale del Casino”.

E’ la frase d’apertura con cui Alberto Zucchi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, presenta la sua interrogazione ai vertici della Regione Valle d’Aosta chiedendo una risposta nel corso del prossimo consiglio, previsto nelle giornate di domani e dopodomani, rispettivamente mercoledì 24 e giovedì 25 giugno 2026.

“L’ipotesi della privatizzazione della Casa da gioco è stata più volte prospettata nel corso degli anni ed è stata contemplata come opzione concreta in diversi programmi politici, compreso quello dell’attuale maggioranza regionale”. E il consigliere ricorda l’affidamento “tramite Finaosta a società specializzate specifici studi e approfondimenti finalizzati a valutare scenari e opportunità connessi all’eventuale privatizzazione del Casino.”

Dati che sarebbero stati presentati, nel dicembre scorso, alla sola maggioranza.

Da qui l’urgenza sottolineata da Zucchi che, presentando l’interrogazione “Studio privatizzazione Casinò e Billia. A che punto siamo?” con il collega Massimo Lattanzi, evidenzia “che le vicende giudiziarie attualmente in corso rendono quanto mai opportuno accelerare l’esame delle possibili soluzioni strategiche per il futuro della Casa da gioco, comprese quelle eventualmente emergenti dagli studi commissionati”.

LE ALTRE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE SUL CASINO’

Non è tuttavia questa l’unica richiesta di approfondimenti attorno alla Casa da gioco. Sono ben sette in totale i punti che, secondo i consiglieri, meritano approfondimenti specifici. Tra questi troviamo un’interrogazione a risposta immediata depositata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, per sapere se la gestione del Casinò de la Vallée “sia scevra da ingerenze politiche”.

I consiglieri Corrado Bellora, Eleonora Baccini, Andrea Manfrin e Simone Perron, prendono le mosse da notizie comparse sulla stampa locale, secondo cui, in un’intercettazione, un “porteur” del Casinò di Saint Vincent, a fronte del sequestro di 270.000 euro in contanti, avrebbe richiesto a un funzionario del Casinò di fare intervenire il presidente della Regione

I due gruppi consiliari quindi chiedono al presidente della giunta regionale, Renzo Testolin, di rendere noto “se egli, nell’occasione del sequestro di 270.000 euro sopra citato o in altre occasioni, sia mai stato contattato da personale del Casinò di Saint Vincent per risolvere problemi relativi alla casa da gioco”.

CASINÒ, L’INTERROGAZIONE DELLA LEGA SULLA TASK FORCE
E poi ancora l’interrogazione “La task force per il Casinò a cosa è servita, oltre che a spendere soldi pubblici?”, firmata ancora da Corrado Bellora e Simone Perron della Lega Vallée d’Aoste.

In essa i due consiglieri regionali interrogano la Giunta sul gruppo di lavoro – con docenti universitari e professionisti di alto livello –istituito dalla Casino de la Vallée Spa per analizzare i fatti connessi all’operazione della Guardia di finanza di Aosta che ha fatto luce su un sistema di riciclaggio realizzato da imprese commercianti materiale ferroso e attuato, secondo gli inquirenti, anche grazie a due impiegati della Casa da gioco.

In particolare, Bellora e Perron chiedono di conoscere quanto sia costata finora la “task force”, quali atti essa abbia compiuto, come sia possibile che “non sia stato in grado di rendersi conto che “una casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente facilmente permeabile ad attività illegali” (per usare le parole del Tribunale di Torino) e quale utilità pratica abbia avuto ed abbia, visto che l’azienda è sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

GLI ALTRI ATTI SULLA CASA DA GIOCO
Il consiglio regionale della Valle d’Aosta è chiamato ad esaminare anche le due interpellanze depositate quasi due mesi fa su alcuni fatti avvenuti nella sera di sabato 4 aprile ai tavoli del black jack della casa da gioco.

Si tratta di “Rissa al Casinò e la proprietà cosa fa?”, di Marco Carrel del gruppo degli Autonomisti di centro, e di “Problematiche e stato di agitazione presso il Casinò di Saint-Vincent”, di Corrado Bellora e Simone Perron della Lega Vallée d’Aoste, delle quali abbiamo già scritto in precedenza (qui i dettagli).

È sempre Bellora a firmare l’interpellanza “Cosa deve ancora accadere perché il governo regionale metta mano alla governance del Casino de la Vallée?”, e sullo stesso tema interviene anche il gruppo Partito democratico – Federalisti Progressisti VDA con Fulvio Centoz, Clotilde Forcellati e Jean-Pierre Guichardaz, con l’interpellanza “Casino de la Vallée: abbiamo un problema di governance delle società partecipate?”.

Crediti fotografici@ Foto tratta dal profilo Facebook del Consiglio Valle