Sovvenzioni ippodromi, Nuovo Galoppo Italia: ‘No celebrazioni, è crisi’

Scritto da Daniele Duso
Dopo il decreto ministeriale che distribuisce i fondi alle società di corse per il 2026 il movimento denuncia ritardi, chiusure e difficoltà diffuse e sottolinea che ‘pagare marzo a luglio non è un successo’.

“L’ippica italiana sta attraversando una crisi che non trova precedenti nel dopoguerra”. Sono parole dure quelle che Nuovo Galoppo Italia affida a un comunicato all’indomani dell’annuncio, da parte della pubblicazione, da parte del Masaf, dell‘atteso decreto direttoriale che definisce la ripartizione delle sovvenzioni alle società di corse per il 2026.

L’associazione descrive un settore in forte sofferenza, con ricadute economiche e sociali pesanti. Roma è ferma e la riapertura delle Capannelle resta un’incognita, con l’impianto che “versa in una situazione drammatica” e gli operatori romani che “stanno subendo danni enormi”.

L’associazione rivendica finora un atteggiamento responsabile, ma avverte che “questa attesa non potrà essere illimitata”. Le responsabilità di Roma Capitale saranno valutate nei tempi opportuni.

LE CRITICITÀ DI ROMA, NAPOLI, VARESE E LIVORNO
Il comunicato sottolinea che la crisi non riguarda solo la Capitale. “A Roma si aggiungono le gravissime criticità di Napoli, l’incertezza che continua a coinvolgere Varese e le difficoltà della ripartenza di Livorno”. Non si tratta di episodi isolati. “Siamo davanti a una crisi strutturale che colpisce ippodromi, proprietari, allenatori, fantini, allevatori, artieri e imprese”. Una fotografia che evidenzia un sistema in sofferenza, con ripercussioni su tutta la filiera. La situazione richiede interventi urgenti e una programmazione stabile, oggi assente.

“PAGARE MARZO A LUGLIO NON È UN SUCCESSO”
Nuovo Galoppo Italia critica duramente la narrazione sui pagamenti. “Presentare come un grande risultato il pagamento a luglio delle competenze di marzo è incomprensibile”. Quattro mesi di attesa non rappresentano un traguardo. “Lo sono ancora meno se confrontati con le risorse oggi disponibili per la nuova Direzione generale per l’ippica”. L’associazione ricorda che in passato, con strutture molto più ridotte, i pagamenti erano stabilmente sotto i novanta giorni. “Pagare marzo nel mese di luglio è un risultato insufficiente”.

MIGLIORAMENTI SOLO PER UNA MINORANZA
“Le partite Iva attive nel settore sono sensibilmente diminuite”, nota l’associazione. La crisi ha costretto molti operatori a chiudere. “La platea sulla quale si è ottenuto il miglioramento è molto più ristretta”. La maggioranza dei beneficiari senza partita Iva non registra cambiamenti. “Una parte minoritaria ha ottenuto un miglioramento, mentre per la maggioranza la situazione è rimasta invariata”. Non si può parlare di riforma generale.

“LA REALTÀ NON PUÒ ESSERE NASCOSTA DALLA PROPAGANDA”
Nuovo Galoppo Italia critica le celebrazioni della Direzione generale. “Appare difficile comprendere le continue difese dell’operato della Direzione”. L’associazione elenca le domande aperte: “Quali sarebbero i risultati straordinari? Il pagamento di marzo a luglio? La parziale regolarizzazione di una platea ridotta? La situazione degli ippodromi?”. Secondo il comunicato, la nuova struttura avrebbe dovuto garantire pagamenti tempestivi, programmazione stabile e tutela del comparto. “In un settore che vive la crisi più grave del dopoguerra, non c’è nulla da celebrare”.

“C’è soltanto da prendere atto di risultati insufficienti”, chiosa Nuovo Galoppo Italia, “e di una realtà che non può più essere nascosta”.

Crediti fotografici @Nuovo Galoppo Italia – Foto d’archivio di una manifestazione a favore dell’ippodromo delle Capannelle a Roma – Tratta dalla pagina Facebook di Nuovo Galoppo Italia