I rappresentanti di alcuni dei maggiori ippodromi italiani commentano - con amarezza - le circolari di programmazione delle corse al galoppo e al trotto appena emanate. Categorie soddisfatte.
Circolari trotto e galoppo, ippodromi: 'Esclusi da programmazione'
All’indomani della pubblicazione sul sito del ministero delle Politiche agricole delle circolari di programmazione delle corse al galoppo e al trotto in vigore dal 1° febbraio al 31 dicembre 2021 arrivano i commenti dei diretti interessati.
A iniziare dai rappresentanti di alcuni dei maggiori ippodromi italiani, che non lesinano critiche.
“Anche questa volta, come ormai accade da anni, gli uffici ministeriali hanno deciso le circolari di programmazione, i calendari delle corse, la distribuzione del monte premi etc etc senza alcun coinvolgimento delle associazioni rappresentative degli ippodromi, dimenticando che le corse dei cavalli e la relativa programmazione si svolgono proprio negli ippodromi.
Al Ministero sono stati costituite decine di tavoli di lavoro – come, per esempio, sulla filiera del legno, sul settore tartufo, sul pomodoro, sulla pesca, sulle piante e tanti altri ancora – ma purtroppo per l’ippica niente.
Ci auguriamo che il prossimo ministro accolga questa nostra proposta ed istituisca finalmente un Tavolo di lavoro per la salvezza dell’ippica nazionale”, commenta il presidente di Coordinamento ippodromi, Attilio D’Alesio.
Molto deluso dai contenuti delle circolari anche Elio Pautasso, presidente di Federippodromi. “La pubblicazione delle circolari di programmazione avvenuta ieri dopo molte polemiche ci ha visti soltanto spettatori. Sono alcuni anni che il Ministero non chiede nemmeno un nostro parere in materia di programmazione, il contrario di ciò che avviene in tutto il mondo e di ciò che avveniva fino a qualche tempo fa. I criteri di programmazione, come avviene in ogni organizzazione ippica, viene concertata tra l’ente di riferimento e le società di corse, coinvolgendo ovviamente le altre componenti del settore (allevatori, proprietari e allenatori). Invece in Italia le società di corse non devono nemmeno sapere cosa si ha intenzione di fare in termini di programmazione ma soltanto applicare le regole che le vengono fornite, salvo poi essere coinvolte nel caso qualcosa non funziona. Quanto accade non è casuale, ma è il frutto di essere sotto la gestione diretta di un Ministero, caso unico al mondo anche questo”.
Marco Rondoni, direttore generale di HippoGroup Cesenate, ne approfitta per fare alcune notazioni sul testo e dare qualche suggerimento. “Per quanto concerne le iscrizioni ai Gran premi giusto reintrodurle se serve a limitare iscrizioni funzionali solo a ‘tentativi’ che hanno finito per condizionare il campo partenti di alcuni importanti eventi .
Spiace che si torni ad assegnare agli ippodromi tout court la responsabilità di incasso delle quote di iscrizione e di pagamento ai vincitori, di fatto ammettendo il fallimento di quanto a suo tempo deciso passando tale gestione al Mipaaf, senza che per tale servizio venga riconosciuto alcun rimborso per l’aggravio di lavoro agli uffici tecnici e amministrativi delle società. Di fatto, un’attività che al Ministero costava lavoro e agli operatori tempi lunghi d’incasso torna alle società di corse. Un’operazione ‘win win’ per tutti tranne che per gli ippdromi. Seri ed efficienti quando serve (oltre che a buon mercato), ma non degni di essere coinvolti in attività dove hanno ruolo e competenze come calendario, programmazione, dotazioni ecc.
Dispiace”.
SIAG: “ACCOLTE MOLTE DELLE NOSTRE PROPOSTE” – Ben diverso il tenore delle dichiarazioni rilasciate in proposito dalle categorie degli ippici più direttamente coinvolti nella programmazione. “Noi non contestiamo nulla, anzi ringraziamo il Mipaaf, a partire dal direttore generale e dai suoi dirigenti e funzionari che hanno lavorato insieme alle categorie per migliorare la circolare ascoltandoci ben due volte in video conferenza e mettendo nero su bianco alcune proposte per il bene del settore”, evidenzia Roberto Faticoni del Siag – Sindacato italiano allenatori guidatori. “Nella circolare sono state accolte le nostre proposte sull’età dei cavalli 10 fem. 14 maschi metà programmazione con le categorie e condizionate le categorie, le condizionali di 5 anni e 5 e 6 anni, il limite delle 50 corse nei professionisti per i gentleman con la percentuale di guida agli allenatori il fatto che la circolare si deve fare ogni anno (e non ogni tre, come avevano chiesto gli altri), l’eliminazione dei 6 non piazzati e delle prove di qualifica, dei 150 giorni di allontanamento se un cavallo non corre e poi farne 25.
Non sono state accettate le nostre proposte sul rimborso da dare a tutte le Tris dal lunedì fino al sabato, e qualche altra, ma va benissimo così.
Qualcosa la si potrà aggiustare col tempo”.