Il Governo Draghi prende forma: in settimana la squadra e il programma

Secondo giro di consultazioni e prima bozza di programma: venerdì il possibile giuramento con tre nodi da sciogliere.
Scritto da Ac

Il Governo Draghi prende forma: in settimana la squadra e il programma

Ultimo giro del tavolo e ultimi passi verso la costituzione del nuovo governo. Oggi e domani il premier incaricato Mario Draghi incontra per la seconda volta i partiti per poi operare l’attesa “sintesi” che ha già promesso alle varie forze politiche nella prima fase. Ora, dunque, si giunge al momento della verità, dopo il consenso espresso da Pd, Leu, Cinque Stelle, Lega e Forza Italia e l‘unica forza di dichiara opposizione rappresentata a questo punto da Fratelli d’Italia. Con la novità, rispetto ai giorni precedenti, rappresentata dall’iniziativa del premier uscente Giuseppe Conte che oltre a convincere i pentastellati a supportare il nuovo esecutivo si è dichiarato fuori da possibili incarichi. Sgombrando così il campo da altri possibili incastri nel puzzle già piuttosto complesso che è chiamato a comporre l’ex leader della Bce. Con il “modello Ciampi” che continua ad essere il più probabile punto di riferimento per la costituzione della nuova compagine governativa, quindi mettendo insieme una squadra composta da un misto di tecnici e politici. La scelta dei nomi, sui quali c’è ancora assoluto riserbo, delimiterà quindi il perimetro della nuova maggioranza, con Draghi che dovrebbe sottoporre ai gruppi una piattaforma programmatica sulla quale costruire la squadra, per arrivare a venerdì 12 febbraio, giorno in cui è ritenuto possibile il giuramento del nuovo esecutivo.

GLI OBIETTIVI E I RISVOLTI SUI GIOCHI – Tre sono quindi i nodi da scogliere per il premier incaricato: il programma, la squadra dei ministri e la durata del governo. Le risposte che riceverà dai partiti tra oggi e domani saranno probabilmente determinanti, anche se il “metodo Draghi” non sembra mirato a contemplare troppe trattative, forte anche del mandato aperto e della totale fiducia del Campo dello Stato, con il quale verrà discussa la futura lista dei ministri. Ma oltre al programma e ai nomi dei ministri per realizzarlo, altro tema cruciale è la durata del governo: anche se, da prassi, nessun governo può avere una scadenza diversa da quella della legislatura, che in questo caso rimanderebbe al 2023. Tuttavia, le esperienze precedenti, come pure il clima di totale incertezza attuale, fanno apparire l’attuale incarico come una sorta di commissariamento il cui ruolo potrebbe essere di breve termine e mirato al raggiungimento di soluzioni urgenti e immediate, per poi tornare presto a una dimensione più strettamente politica. Anche se in molti partiti è diffusa l’idea che il governo debba avere lo scopo di portare l’Italia fuori dall’emergenza economica e sanitaria e accompagnarlo fino all’elezione del presidente della Repubblica nel 2022.

Guardando a tali dinamiche dalla prospettiva del comparto giochi, l’auspicio non potrebbe che essere quello di una durata più lunga possibile del nascente governo: ben sapendo che la propria materia non può rappresentare in nessun modo una priorità rispetto alle altre emergenze del paese, necessitando quindi di un arco temporale più lungo possibile per assicurarsi una trattazione specifica. Ancor più pensando alla riforma del settore e a quell’attesa riordino che solo all’interno di una strategia di medio-lungo periodo potrebbe essere messo in agenda da parte di un esecutivo. E, in questo caso, anche una durante limitata alle elezioni del presidente della Repubblica, che dovranno avvenire l’anno venturo, potrebbe essere sufficiente per affrontare la riforma dei giochi, tenendo conto che nello stesso anno scadrebbero anche le concessioni attualmente vigenti.

PROSEGUE IL TOTO-MINISTRI – Nel frattempo, in parallelo alle consultazioni, vanno avanti anche le discussioni sui nomi. Ma mai prima d’ora il classico “toto-ministri” era stato più difficile, visto che il modello Draghi – di cui sopra – non lascia spazio a veline o indiscrezioni. Con il premier incaricato che si mantiene blindato, e le uniche ricostruzioni affidate alle proposte (e fantasie) dei politici e dei giornali. C’è chi assicura tuttavia che i ministri saranno “sicuramente per la maggior parte tecnici”, per corrispondere il più possibile all’idea di “governo dei migliori” sbandierata da Renzi e rivendicata da Forza Italia. E chi invece si dice sicuro che Draghi dovrà tenere presente le richieste dei partiti e in particolare quelle del M5s che ha vincolato il suo Sì alla creazione di un esecutivo politico. Di certo c’è solo che la lista, finite le consultazioni, sarà poi discussa con il Colle e solo da lì uscirà la quadra definitiva.

LA NUOVA AGENDA – Una volta definitivi i nomi, bisognerà guardare all’agenda del futuro governo Draghi. Il presidente incaricato, subito dopo l’incontro al Colle, ha elencato le priorità sulle quali dovrà muoversi, partendo dal piano vaccini e dalla scrittura del Recovery plan. Poi la proroga del blocco dei licenziamenti, in scadenza a fine marzo. Su questi tre punti l’esecutivo, in un Parlamento chiamato alla responsabilità nazionale, potrebbe trovare l’accordo generale. Mentre un’agenda di più ampio respiro e di lunga durata potrebbe andare incontro a maggiori difficoltà in Parlamento, viste le posizioni decisamente discordanti della varie forze politiche coinvolte nella nuova maggioranza.