Speciale donne del gioco, Fiorini (Lega): ‘Riconoscere il loro ruolo’
In piazza Montecitorio, a Roma, per chiedere la riapertura di un settore allo stremo, dopo un lockdown che va avanti da ottobre e che replica quello della primavera 2020, ma anche per far conoscere “i volti del gioco”: storie, problemi, umanità. Il ruolo delle donne del gioco, in questi difficili tempi di Covid, è stato ed è fondamentale, e si colloca in un contesto politico e sociale profondamente cambiato, nel quali le “pari opportunità” sono sempre più una realtà.
Un tema particolarmente sentito oggi, 8 marzo, in cui si celebra la Giornata internazionale dei diritti della donna, ma non solo, al centro dello speciale realizzato da GiocoNews pubblicato sulla rivista cartacea di marzo (consultabile integralmente a questo link), di cui pubblichiamo la prima puntata, con un’intervista alla deputata della Lega Benedetta Fiorini, sul contributo fondamentale che le donne stanno dando nel sensibilizzare politica e opinione pubblica, in questo momento di crisi senza precedenza dell’industria del gioco.
“Le donne sono la colonna vertebrale della società. Sorprendersi del contributo e del ruolo delle donne oggi, è davvero anacronistico. Bisognerebbe, invece, adoperarsi per ridurre il gap che il nostro Paese ancora oggi deve scontare nelle politiche di genere e nel sostegno alle donne che lavorano, tanto che una su due deve ancora scegliere tra lavoro e famiglia non essendoci adeguato sostegno e servizi per favorire la conciliazione dei tempi di vita-lavoro”.
“Più che di valore aggiunto, parlerei di riconoscimento del ruolo. In molti settori, purtroppo, ci sono ancora troppe barriere e pregiudizi duri da scalfire. Quanto al Parlamento, attualmente circa il 36 percento degli scranni sono occupati da donne. Nel 1994 erano solo il 13 percento. Tuttavia, questa presenza – ancora non pienamente soddisfacente – non sempre si traduce in effettiva rilevanza. Nelle Commissioni parlamentari le presidenti donne sono un’eccezione, tanto alla Camera quanto al Senato.
La prossima battaglia, innanzitutto culturale, dovrà essere quella di ottenere più donne ai vertici, siano essi delle aziende, delle istituzioni, dei partiti per meritocrazia”.
“In linea generale credo non ci dovrebbe essere bisogno di ‘quote rosa’ in una comunità pienamente evoluta sul tema della effettiva parità di genere, dove a contare dovrebbero essere solo le competenze e il merito. Riconosco però che le ‘quote rosa’ sono state un utile strumento per indirizzare la politica, e nel complesso la società, verso una maggiore considerazione del ruolo delle donne. In alcuni ambienti questo strumento è servito per ‘rompere’ il tetto di cristallo e ipocrisia che impediva l’accesso delle donne in determinati comparti. Ora, però, è tempo di fare un ulteriore passo avanti. Dico no alle rivendicazioni ideologiche, e mi batto ogni giorno contro qualche antico e miope retaggio culturale; dico sì ad un Paese che investe sulla qualità delle persone, uomini o donne che siano”.
“Sono sempre stata al fianco di tutte le imprese, dei lavoratori delle associazioni anche del mondo del gioco legale ed in particolare di tutte le donne che, a più riprese, sono scese in piazza in questi ultimi mesi. Il Governo Conte 2, purtroppo, non solo non ha ascoltato le lavoratrici e i lavoratori di questo mondo che porta nelle casse dello Stato oltre 10 miliardi di euro l’anno ma ne ha mortificato lo status di lavoratrici, e di una intera filiera: questo è stato un modo di fare inaccettabile.
Nessuna programmazione, tanta ideologia e pregiudizi.
Con i mesi di chiusura imposti dall’esecutivo giallorosso il settore è stato uno dei più colpiti nonostante, nel complesso, dia lavoro a 150.000 famiglie che garantiscono, fra l’altro, un importante gettito erariale. Migliaia di famiglie rischiano di non poter più andare avanti, mentre nel contempo si è lasciato campo libero alla criminalità organizzata che sta lucrando con il gioco illegale. Bisogna intervenire e consentire di ripartire in sicurezza”.
“Penso che anche questo settore possa essere messo nelle condizioni di riaprire in sicurezza e rispettando il distanziamento sociale, protocolli, così come avviene per altre attività a cui è consentito di lavorare.
Auspico un intervento del Governo Draghi che consenta di dare una boccata d’ossigeno alle centinaia di imprese e imprenditori che sono in seria difficoltà. La tutela della salute è assolutamente fondamentale, ma occorre adottare una strategia di ristori mirati, puntuali ed efficaci e, contemporaneamente, una drastica accelerazione del programma di vaccinazione, una consegnate programmazione della ripresa dell’attività che non sia impostata sull’approssimazione, sull’incertezza, sui pregiudizi.
Come Lega siamo fiduciosi che il presidente Draghi, insieme a tutti i ministri avvii subito un percorso di ‘ricostruzione’ lungimirante che sappia orientare le scelte in modo non penalizzante ma che, anzi, infonda finalmente un senso di fiducia nello Stato. Protocolli di sicurezza, responsabilità, investimenti e, soprattutto, vaccini. Poter contare su un Esecutivo che ascolti le categorie produttive, analizzi i problemi di ciascuno e adotti i provvedimenti più efficaci è certamente un grande passo avanti. Non solo per le legittime rivendicazioni di un comparto, ma per l’intero Paese”.