Bacta: ‘Ecco quanto vale il gioco nel Regno Unito, governo non può ignorarci’
Bacta, l’associazione di categoria britannica degli operatori del gioco e del divertimento, ha pubblicato i dati del Center for Economics and Business Research, relativi all’economia direttamente legata a questa industria nel Regno unito nel 2019. Nel complesso gli Adult gaming centre (Agc) hanno contribuito con 126,8 milioni di sterline alle entrate fiscali dello Scacchiere britannico, registrando un fatturato di 750 milioni di sterline e impiegando oltre 7000 persone nel 2019.
Le cifre sottolineano il contributo significativo che l’industria del gioco e dell’intrattenimento fornisce all’economia del Regno Unito, e secondo Bacta rendono difficilmente comprensibile il fatto che, stando alla tabella stilata dal Governo britannico con le direttive per affrontare la pandemia, gli Agc saranno gli unici locali di vendita al dettaglio a cui non sarà consentita la riapertura il 12 aprile.
Questo nonostante il settore abbia lavorato a lungo con il Governo per dimostrare la sicurezza dei suoi locali e il loro rispetto di tutte le misure di sicurezza. Una decisione simile a quella registrata in altri paesi del Vecchio continente, e come in tutti gli altri Stati, anche in Gran Bretagna il non poter riaprire il 12 aprile implica il mettere a rischio centinaia di posti di lavoro e il futuro di molte imprese del settore.
“Questo rapporto mostra l’enorme contributo che gli Agc danno alla nostra economia in termini di entrate fiscali e occupazione – spiega John White, Ceo di Bacta –, oltre a supportare le aziende fornitrici e intrattenere i clienti. Eppure gli Agc sono stati dimenticati dal Governo, nonostante i milioni che queste aziende hanno speso per adeguare le proprie strutture alle norme anti-Covid e il fatto che non siano mai stati segnalati casi di infezione direttamente associati ad una di queste attività commerciali. Ci auguriamo che questo rapporto illustri bene la perdita di entrate fiscali per il Paese, e il rischio di perdere posti di lavoro con il protrarsi di queste chiusure “.
Il rapporto del Centro di ricerca prende in considerazione i contributi economici diretti forniti, ma anche l’impronta economica più ampia, sostenuta attraverso azioni ad impatto indiretto (tramite la catena di approvvigionamento) e l’indotto (spesa generica). Nel 2019, si stima che gli Agc abbiano sostenuto 4.227 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, creando un fatturato di 416 milioni di sterline, con un valore aggiunto lordo (Gva, gross value added) di 216 milioni di sterline. Sia il fatturato, che il Val, che la retribuzione dei dipendenti apportati dagli Agc sono aumentati in modo significativo dal 2015 al 2019. Anche la percentuale di dipendenti che lavorano a tempo pieno nel settore è aumentata considerevolmente nell’ultimo periodo: dal 49% nel 2017 al 59% nel 2019.
Il contributo degli Agc all’economia, sottolinea ancora Bacta in una nota, va ancora oltre se si considera il supporto garantito ai fornitori all’industria, nonché l’economia creata dai dipendenti quando spendono i loro guadagni. Tra i dati che Bacta ha estrapolato dal rapporto si nota che:
· Per ogni 10 sterline di fatturato generato direttamente dalle aziende Agc, vi sono ulteriori 8,04 sterline di fatturato a supporto dell’economia generale.
· Per ogni 10 sterline di Gva generato direttamente dagli Agc, ulteriori 8,41 di Gva sono generati nell’economia generale.
· Per ogni 10 posti di lavoro generati direttamente dagli Agc, si creano altri 7,2 posti di lavoro nell’economia correlata.
Tenendo conto anche di questi dati, continua la nota di Bacta, è quindi possibile stimare un contributo complessivo da parte degli Agc all’economia britannica, direttamente e indirettamente, pari a un fatturato di 750 milioni di sterline, con un valore aggiunto lordo pari a 398 milioni di sterline, e un’occupazione complessiva di 7.254 persone.
“Invito chiunque sia coinvolto nel settore a leggere questo rapporto del Cebr – chiosa White – per avere una migliore comprensione del valore che gli Agc portano nelle nostre strade e di come contribuiscono alla nostra economia. Perché per troppo tempo gli Agc hanno sofferto di una mancanza di comprensione da parte dei legislatori“.