Durigon (Mef): ‘Gioco, entro novembre una legge quadro’
“Occorre cambiare visione e strategia, le regole sul territorio vanno unificate e va costruito il nuovo sistema del gioco legale”. Così il sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Claudio Durigon, nel suo intervento al webinar “Gioco legale, ripartenza e riordino del settore” organizzato dall’Istituto Mercatus. All’appuntamento, coordinato dal presidente dell’istituto Mercatus, Daniele Capezzone, hanno partecipato anche il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni e il presidente di Sistema Gioco Italia Stefano Zapponini.
Proprio quest’ultimo ha esordito sottolineando come “questo maledettissimo covid ha generato qualcosa di non totalmente negativo rispetto al tema del gioco legale, perché ha fatto emergere in tutta la sua chiarezza il peso sociale ed economico del settore del gioco legale italiano. Avendo favorito, involontariamente, il gioco illegale, al quale avevamo sottratto il settore, abbiamo esposto i giocatori al rischio di patologie, abbiamo favorito il riciclaggio, abbiamo ridotto le segnalazioni di operazioni sospette che i concessionari facevano, abbiamo ridotto il gettito erariale, abbiamo ridotto gli investimenti in innovazione e ricerca. Ora tutto questo ci deve servire per fare una ripartenza giusta, corrette, efficace e intelligente”.
Dell’ostracismo di politica e opinione pubblica attorno al gioco legale ha parlato Bussoni, evidenziando come si sia tentato di “far passare il gioco legale come un viatico alla ludopatia, introducendo dei sistemi a livello locale che hanno creato scompiglio nei confronti delle imprese che dovevano investire, non si è tenuto conto dei protocolli che si erano definiti. Di fatto ci troviamo di fronte a un settore che occupa 100 mila addetti, e crea un fatturato importante per circa 60 mila attività. Si pensi che in quasi un anno di inattività gli imprenditori di questo settore hanno lasciato per strada 2 miliardi di margine lordo. Anche lo Stato ha perso non poco a livello erariale, si parla di quasi 5 miliardi”.
Infine Durigon, che ha ammesso di aver trovato un malessere generale attorno al tema del gioco. “Tutto viene circoscritto alla parola ludopatia, senza regole e senza attività siamo di fronte a una mazzata stratosferica del gioco illegale, che in questo anno ha imperversato in lungo e in largo. Sono d’accordo, occorre cambiare visione, occorre cambiare strategia. Le regole sul territorio vanno unificate, va costruito il nuovo sistema del gioco legale. Le concessioni oggi non hanno lo stesso valore che era stato definito all’interno delle vecchie finanziarie, e su questo lo Stato deve intervenire”.
E in merito all’impegno della politica, da Durigon arrivano alcune conferme: “c’è la volontà di affrontare la questione, da parte del ministero, e non solo del Mef, ma anche da parte del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Gelmini, con la quale già entro luglio faremo organizzeremo un primo incontro. Entro novembre faremo un tavolo con il ministero degli affari regionali per fare, entro fine anno, una legge quadro e dare un rilancio al settore decidendo qual è il periodo migliore per il rinnovo delle concessioni e arrivare quindi al rinnovo dei bandi”.
Nel frattempo, aggiunge Durigon, “è già pronta una prima bozza della legge delega, inviata al legislativo proprio in queste ore, mentre riguardo alla proroga ci sarà sicuramente un emendamento al Decreto sostegni che porterà a novembre le scadenze immediate. Gestire oggi una gara per le concessioni penso sia improponibile, comporterebbe anche una perdita gravosa da parte dello Stato. Posso dire che mi sento molto fiducioso, il post covid dobbiamo prenderlo come un’occasione, vedo un’opinione pubblica diversa e penso sia il momento giusto per una riorganizzazione generale del gioco”.