Fra gli interventi del seminario su 'gioco e mafie' promosso da Regione Veneto e Avviso pubblico spicca quello di Masetti (Anci Emilia Romagna) in materia di riordino.
Scritto da Redazione
Masetti (Anci Er): 'Riordino gioco veda gli Enti locali protagonisti'
“Procedere con una legge di riordino nazionale del settore” in un percorso in cui “gli Enti locali siano protagonisti”.
Lo chiede Massimo Masetti, coordinatore dell’Anci Emilia Romagna per il contrasto al gioco patologico, nonché vice sindaco del Comune di Casalecchio di Reno (Bo) con delega al Welfare, nel corso del seminario “Gioco d’azzardo e mafie: norme vigenti e buone prassi di prevenzione e controllo da parte della Polizia locale”, penultimo incontro del progetto formativo “Mafie e Coronavirus, strumenti di prevenzione e contrasto”, promosso dalla Regione del Veneto insieme all’associazione Avviso pubblico.
L’iniziativa, svoltasi il 9 dicembre e destinata esclusivamente al personale della Polizia locale delle province venete, ha documentato il sostanziale rispetto di regolamenti e ordinanze sul gioco da parte degli esercenti, come evidenziato dal comandante della Polizia locale di Padova, Lorenzo Fontolan.
Sul piano del gioco illegale, il Comandante Fontolan ha segnalato, inoltre, alcune operazioni relative a bische clandestine condotte (in appartamenti) e frequentate da persone soprattutto di etnia cinese, una comunità che appare più vulnerabile di altre.
A seguire il vice questore Cosimo Mancini della Direzione investigativa antimafia ha concentrato il suo intervento sul rapporto tra criminalità mafiosa e gioco lecito e illecito. “Posto che la criminalità organizzata al nord agisce soprattutto sfruttando la forza che deriva dalle risorse economiche, queste vedono nel settore del gioco grandi opportunità imprenditoriali per reinvestire risorse illecite e per praticare attività usurarie.
Gli interessi mafiosi in questo settore sono a 360 gradi: comprendono, infatti, il settore legale, con la gestione diretta o tramite prestanome delle sale da gioco, dei centri scommesse, delle attività di noleggio degli apparecchi, tutti ambiti in cui il riciclo di denaro avviene con facilità e con grande redditività.
Sono poi presenti nei circuiti di gioco paralleli, dietro la facciata di legalità, con la creazione di mercati illeciti, oltre alla gestione diretta, da parte delle mafie, dei canali di gioco illegale. Le mafie sono radicate, ovviamente, anche nella connessa attività di usura che notoriamente accompagna il gioco d’azzardo e i giocatori in grave difficoltà”.
Il vice questore Mancini quindi evidenzia “la pericolosità del gioco online, in cui emerge il ruolo delle criptovalute scarsamente tracciabili”, e l’importanza di “mettere a sistema le informazioni raccolte dalla Polizia locale, particolarmente preziose nell’ambito del contrasto alle presenze mafiose nel settore del gioco (ad esempio, segnalando le nuove aperture di punti gioco con controlli rispetto ai soggetti interessati)”.
Il comandante della Polizia locale del Comune di Pavia Stefano Volpato ha ricostruito l’evoluzione della normativa sul gioco nella sua città. “Il progetto, in particolare, è stato articolato per tappe, a partire dalla necessità di conoscere il fenomeno. Si è proceduto, quindi, ad informare gli esercenti rispetto alla normativa (adottando anche opuscoli in lingua cinese per coprire anche quel segmento); sono stato esaminati un numero elevato di locali (87 esercizi, di cui 72 bar) e si è quindi proceduto a comminare le sanzioni previste in corrispondenza delle violazioni accertate; sul tema delle sanzioni, peraltro, una volta compreso che l’esiguità di queste costituiva un ostacolo alla loro efficacia deterrente, si è proceduto a un loro innalzamento nel Regolamento giochi approvato dal Comune nel 2018 (e avallato anche dal Tar in più occasioni, che ne ha riconosciuto l’utilità in tema di contrasto alla ludopatia).
Questa programmazione per obiettivi ha condotto a traguardi particolarmente significativi: dal 2013 al 2021 il numero totale di apparecchi Awp e Vlt è calato, nel Comune di Pavia, del 53 percento, mentre il rapporto Awp/Vlt per abitante è passato da 1 apparecchio ogni 104 persone a 1 ogni 237 nello stesso arco temporale”.
Il prossimo seminario del progetto formativo “Mafie e Coronavirus, strumenti di prevenzione e contrasto”, dal titolo “L’azione della Polizia locale in ambito economico ed il contrasto ai fenomeni del riciclaggio e dell’usura” si svolgerà sempre in modalità online giovedì 16 dicembre dalle ore 9 alle ore 11,30.
Interverranno: Direzione Investigativa Antimafia, Centro Operativo del Triveneto; Giovanna Cagliostro, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura; Roberto Gerardi, segretario e direttore generale, Provincia di Lucca e Comune di Capannori.
L’incontro è riservato al personale della Polizia locale.