Casinò Lugano, strategia del camaleonte per affrontare la pandemia

Il nuovo Ad del Casinò di Lugano, Gianmaria Frapolli, spiega come si sta affrontando la seconda ondata di Covid-19: massima attenzione a quanto avviene in Italia e cura del cliente.
Scritto da Anna Maria Rengo

Anche il Casinò di Lugano, come tutte le altre strutture in Ticino e in Svizzera, è alle prese con il Covid-19 e con le limitazioni che sono state poste in essere per combatterlo. Un grave danno per tutti, ovvio, e nel caso della Casa da gioco luganese un evento straordinario e imprevedibile, la pandemia appunto, che va a interrompere un lungo periodo di tranquillità e crescita, dovuto anche, ma non solo, alla chiusura, ormai nel luglio del 2018, della sua dirimpettaia, quella di Campione d’Italia.

Nel “bel” mezzo (si fa davvero così per dire) della seconda ondata del coronavirus, è arrivata la nomina, da parte del consiglio di amministrazione del Casinò, del nuovo amministratore delegato, Gianmaria Frapolli. Era metà settembre del 2020, e il suo insediamento è arrivato un paio di settimane dopo.
Certamente un momento difficile e delicato, e proprio da questo, necessariamente, partiamo nel nostro colloquio con il nuovo Ad.

Come il Casinò sta affrontando l’emergenza e le nuove misure decise sia a livello federale che cantonale?

“Ho cominciato ufficialmente il primo ottobre, ma ero già operativo da metà settembre. Sono stati due mesi in cui le restrizioni legate alla pandemia, soprattutto nella vicina Italia, ci hanno dato un po’ di ‘tregua’ in questa annata difficile. Detto questo noi, anche durante l’estate, abbiamo sempre dato la priorità alla sicurezza dei giocatori e alla tutela della loro salute implementando tutta una serie di misure protettive ben fotografate dalla nostra campagna di comunicazione ‘Giochiamo a tutto ma non con la salute’. Con lo stesso spirito abbiamo affrontato anche le restrizioni e gli impedimenti derivati dalla cosiddetta ‘seconda ondata’. Naturalmente lo scenario del mercato è cambiato di nuovo, soprattutto quando ad inizio novembre è stato decretato il coprifuoco notturno in Lombardia e successivamente è stato impedito l’ingresso in Svizzera ai residenti delle regioni del Nord Italia. In questo periodo le condizioni mutano ripetutamente e repentinamente, ma la nostra filosofia aziendale è proprio quella che ‘se cambia lo scenario, si cambia la strategia’. E proprio questo modus operandi ci ha permesso di ottenere buoni risultati nonostante le limitazioni imposte dalla contrazione del mercato. Ovviamente si tratta di risultati commisurati alla contingenza del periodo. Non possiamo né vogliamo permetterci di aspettare i nuovi mutamenti del mercato in senso positivo, ci sono delle oggettive difficoltà, ma le affrontiamo e troviamo le migliori soluzioni per mandare avanti la nostra attività”.

Quali conseguenze sta avendo il Covid sulla vostra organizzazione del lavoro e sui vostri rapporti con gli azionisti?

“Naturalmente siamo stati costretti a ridurre la capienza di persone presenti continuando a offrire ai nostri clienti la scelta di 500 slot machines e i 27 tavoli della nostra Live Gaming Area. Ci siamo adattati alle norme imposte da Cantone e Federazione per quanto riguarda i servizi di ristorazione a uso esclusivo dei giocatori. La nostra peculiarità a livello di organizzazione del lavoro è stata ed è anche attualmente la grande flessibilità e versatilità. Abbiamo cercato e cerchiamo ogni giorno di adattare l’abito del Casinò cucendolo su misura per la tipologia e il quantitativo di giocatori che ospitiamo. Il tutto non ha influito minimamente sugli stipendi dei collaboratori con i quali manteniamo un rapporto di costante informazione e coinvolgimento. Con la stessa chiarezza e trasparenza i nostri azionisti sanno che stiamo continuando a curare la progressione del business aziendale al fine di raggiungere i migliori risultati possibili per il 2020”.

Quale eredità, non necessariamente solo negativa, il Covid vi lascerà?

“Credo che questo periodo vissuto in condizioni oggettivamente difficili sia servito a farci scoprire quanto la nostra struttura aziendale possa essere flessibile e dinamica. Ho apprezzato e apprezzo quotidianamente soprattutto la capacità di essere camaleontici e cambiare ‘pelle’ a seconda delle esigenze del mercato e delle condizioni normative che mutano praticamente a cadenza settimanale, se non addirittura quotidiana. Questa abitudine al cambiamento e questa capacità di escogitare soluzioni in maniera rapida e decisa costituirà per noi una risorsa in più, anche quando, speriamo presto, le condizioni lavorative e del mercato torneranno a essere stabili”.

A dicembre si è scritta una nuova pagina nella difficile storia del Casinò Campione. Temete la sua riapertura o pensate che ormai, Covid a parte, la vostra quota di mercato sia ormai inattaccabile?

“Se pensassimo che la nostra quota di mercato sia ormai inattaccabile significherebbe non conoscere il business in cui operiamo. Ma questo non è un discorso che riguarda soltanto il Casinò di Campione al quale auguro sinceramente di terminare questo ‘calvario’ cominciato con la chiusura di due anni e mezzo fa. Il mio discorso riguarda più generale tutti i competitor. Il nostro obiettivo deve essere quello di garantire il miglior servizio ai nostri giocatori cercando di essere sempre al passo con un mercato, quello del gioco, che si evolve con ritmi rapidissimi. Dobbiamo pensare in grande e cercare di essere leader nell’offerta della nostra tipologia di entertainment. Credo che la concorrenza serva a tutti, anche a noi, per crescere e magari per cercare sinergie proficue”.

Quanto è diventato importante il gioco online in Svizzera e per voi, specie in questo tempo di pandemia?

“I dati dicono che il mercato online è in grande crescita, anche in Svizzera dove è nato da poco. Nei primi mesi del 2021 saremo anche noi online con la nostra piattaforma, stiamo preparando il lancio del nostro brand online nei minimi dettagli. È un mercato che ci interessa molto, abbiamo intrapreso questa strada e siamo convinti che ci porterà a ottimi risultati. Risultati che non si andranno a sostituire, ma ad integrare con quelli dell’offerta terrestre. L’avventura dell’online è molto eccitante per noi e vogliamo essere al passo con i nostri competitor su scala nazionale”.

Quali sono i progetti su cui focalizzerete l’attenzione nel 2021?

“Sicuramente il progetto dell’online sarà molto importante per il nostro 2021, anche perché, come dicevo il lancio del brand dovrebbe avvenire proprio nei primi mesi. Devo dire che abbiamo già sondato il mercato della Svizzera con una piccola promozione di pre-registrazione sul sito e abbiamo avuto risposte interessanti. Ma il 2021 non sarà solo l’anno dell’online, anzi. Abbiamo messo in atto tutta una serie di strategie per acquisire nuove quote di mercato del Casinò terrestre. Ma per il momento non posso rivelare altro. Ci saranno presto delle sorprese”.

Quanto il ritorno alla normalità nel vostro casinò dipende dal ritorno alla normalità dell’Italia, e dei suoi giocatori che si recano in Svizzera?

“È innegabile che per noi la fetta di mercato ‘italiana’ è rilevante. E anche per questo motivo ci auguriamo che la situazione nel Bel Paese torni presto alla normalità sia dal punto di vista legislativo sia dal punto di vista economico. Devo però rilevare che proprio questo periodo di frontiere chiuse o semichiuse ci ha dimostrato ancora una volta che per noi le quote di mercato svizzere sono significative. I dati di questi mesi lo dimostrano e possiamo dire con orgoglio che non siamo un Casinò prettamente ‘italiano’ come pensano in molti. Anzi. Diciamo che il nostro obiettivo è avere un’offerta di gioco e fornire un servizio complessivamente di eccellenza che possa fondere nel modo migliore possibile la comunità dei giocatori italiani, ticinesi e, grazie all’online, della Svizzera in generale”.