Fronte unito contro la pandemia dell’illegalità

Eca, El e Wta stringono un'alleanza per combattere il gioco online privo di licenza: lo scopo è di sensibilizzare i politici europei e nazionali sui suoi rischi.
Scritto da Anna Maria Rengo

Fronte unito contro la pandemia dell'illegalità

Casinò europei chiusi, in grandissimo numero, per Covid-19, pure in questo 2021 il cui inizio è per fortuna coinciso con l’avvio della campagna vaccinale su scala mondiale.
Un’emergenza per le aziende, i loro lavoratori e le loro proprietà, pubbliche (è il caso dell’Italia, dove peralro lo sono anche le loro società di gestione) o private che siano, e che vedono azzerarsi, per la quasi totalità, le fonti di guadagno e, alla lunga, persino di sopravvivenza. Ma è un’emergenza che non deve far dimenticare gli altri fronti su cui lavorare e che anzi, a causa della mancanza di un’offerta di gioco “terrestre”, diventano ancora più urgenti. Su tutti, la lotta al gioco online illegale, vale a dire a quei “dot com”, così li conosciamo in Italia, che si rivolgono a una clientela nazionale pur non avendo i titoli autorizzativi necessari, con pesanti conseguenze negative sia per le casse pubbliche, che si vedono privare di importanti entrate, che per gli operatori legali (che invece le tasse le pagano, eccome) ma anche per quanto riguarda la tutela del consumatore finale, ossia il giocatore.

Questo è uno dei fronti sui quali l’European Casino Association si è posta in prima linea, costituendo una “alleanza” con altri due associazioni fortemente rappresentative a livello europeo e mondiale, European Lotteries e World Tote Association così da sostenere l’imminente pacchetto Digital Services Act della Commissione Europea, che punta a modernizzerare le regole per contrastare i contenuti online illegali, anche quando essi siano di gioco.

A spiegare gli scopi e le iniziative della neonata Alliance Against Illegal Gambling è il segretario generale dell’Eca, l’austriaco Hermann Pamminger.

“L’Allianz Against Illegal Gambling (Aaig) è un’iniziativa chiave per l’industria del gioco d’azzardo autorizzato e regolamentato in Europa. Crediamo fermamente che unire le forze con altre associazioni che rappresentano l’industria europea del gioco autorizzata sia estremamente utile per creare una consapevolezza nei confronti del gioco d’azzardo illegale che si svolge negli Stati membri dell’Unione europea. Con il termine ‘illegale’ ci riferiamo al gioco che viene offerto ai consumatori in Paesi nei quali l’operatore non è in possesso di una licenza di gioco nazionale. È importante trasmettere questo messaggio ai responsabili politici europei e nazionali in modo ancora più forte. Proteggere i consumatori e indirizzarli verso il gioco d’azzardo legale dovrebbe essere una priorità assoluta e crediamo che l’Alleanza aiuterà in questo senso”.

Il Covid e le restrizioni che sono state imposte alle attività e alle singole persone hanno influenzato il fenomeno del gioco online illegale?

“Indubbiamente durante i lockdown molti giocatori che non potevano visitare le operazioni di casinò reali sono passati all’online. Molti di essiu, per la prima volta. L’ambiente online non fornisce la sicurezza e il controllo che offrono i casinò terrestri e un giocatore inconsapevole può facilmente cadere nelle trappole del mercato illegale. Nell’online molti dati sono tracciati e disponibili ma, d’altra parte, non si sa mai chi è realmente seduto dall’altra parte della connessione Internet, cosa sta facendo e in quale condizione mentale si trova questa persona”.

Cosa dovrebbero fare gli Stati nazionali per combatterlo? Il divieto di pubblicità sul gioco legale, per esempio quello che è stato introdotto in Italia con il decreto Dignità, rischia di alimentare le attività illegali?

“Il bene aziendale più prezioso di una società che opera nel campo del gioco è la sua licenza di esercizio rilasciata dal Paese in cui offre i propri prodotti e servizi di gioco. Gli operatori con licenza nazionale rispettano le leggi e le normative nazionali perché altrimenti la loro licenza di gioco verrà revocata dalle autorità nazionali. Gli operatori senza la necessaria licenza nazionale, nel peggiore dei casi, non si preoccuperanno delle leggi e dei regolamenti nazionali. Pertanto qualsiasi legge che viene promulgata nella migliore intenzione di proteggere i consumatori influisce anche sulle condizioni della concorrenza, favorendo principalmente quei fornitori online senza la necessaria licenza di gioco nazionale”.

Il settore dei casinò terrestri ha vissuto un 2020 drammatico, con la maggiore parte dei Paesi europei che hanno imposto uno o addirittura due o tre lockdown. Quali sono le aspettative per il 2021?

“La situazione è ancora incerta. Diversi Paesi stanno già rientrando in duri lockdown, per alcuni è attualmente difficile prevedere quando le operazioni potranno riaprire. Siamo fiduciosi che grazie al vaccino la situazione tornerà lentamente ma costantemente a una nuova normalità”.

Di quali misure pubbliche e quali strumenti interni, a suo modo di vedere, hanno bisogno i casinò terrestri per riprendersi?

“Come molti altri settori, l’industria dei casinò terrestri e i suoi 70mila dipendenti in tutta Europa sono stati sostenuti dai programmi nazionali di aiuto per la pandemia. Siamo molto grati per questo. L’industria ha e sta utilizzando questo tempo per implementare concetti di igiene adeguati insieme alla formazione del personale così da garantire un funzionamento sicuro una volta che si riaprirà. Alcuni casinò stanno facendo lavori di ristrutturazione, riprogettazione e altri miglioramenti per i quali non sembrava esserci mai stato abbastanza tempo in passato. I casinò fanno parte dell’industria del turismo e per questo sarebbe molto gradito se l’Unione europea e i suoi stati membri creassero e attuassero un piano finalizzato a riavviarla”.

Come cambieranno le abitudini e i gusti dei giocatori dopo la pandemia?

“La pandemia ha forse influenzato le preferenze e il comportamento dei giocatori solo per il momento. Ma crediamo fermamente che gli ex ospiti dei casinò non vedano l’ora che questi ultimi riaprano. Sebbene molti consumatori attualmente provino a giocare d’azzardo online, giocare in un casinò reale è un’esperienza completamente diversa e, soprattutto, un’esperienza sociale che i nostri ospiti si stanno attualmente perdendo”.

La pandemia ci ha lasciato qualcosa di buono, a livello generale e di casinò?

“La pandemia è stata davvero dura per tutti i 900 casinò dei membri dell’Eca, ma ci ha anche fatto capire come associazione quanto sia importante riunirsi in tempi di crisi. I nostri membri si sono incontrati regolarmente e continueranno a farlo, virtualmente, e l’Eca è diventata una piattaforma di scambio internazionale per consigli in tempo reale su come adattarsi al meglio alle sfide poste da questi tempi difficili”.