Egba: ‘Aiuti di stato al gioco nei Paesi Bassi, la Cjeu intervenga’
L’Egba (European gaming betting association) ha presentato ricorso alla Corte di giustizia europea contro il via libera da parte della Commissione europea alle norme sul gioco online dei Paesi Bassi, che secondo l’associazione si configurano come aiuti di stato.
La vicenda risale al 2016, quando l’Egba aveva presentato un reclamo alla Ce, sostenendo che gli operatori giù autorizzati in passato avevano ottenuto il rinnovo dell’autorizzazione a un costo inferiore a quello di mercato. Il 18 dicembre 2020 la Commissione si era espressa in merito, ritenendo che questa operazione non si configurava come aiuto di stato, visto che gli operatori autorizzati erano obbligati a reinvestire in obiettivi di interesse generale i proventi dell’attività. Ma ora l’Egba torna alla carica ricorrendo al tribunale europeo.
Nel chiedere al tribunale di annullare la decisione della Commissione, l’Egba ritiene che essa “ha violato i diritti procedurali della ricorrente non avendo avviato il procedimento di indagine formale ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 2, Tfue, mentre la sua indagine preliminare non ha eliminato tutti i dubbi sull’esistenza di un aiuto di Stato”. E, a suo dire, “la durata e le circostanze dell’esame preliminare costituiscono la prova che la convenuta aveva dubbi sull’esistenza di un aiuto di Stato”.
Inoltre, Egba sostiene “che il cambiamento significativo nell’analisi della convenuta nel corso dell’esame preliminare costituisce la prova che la convenuta aveva dubbi sull’esistenza di un aiuto di Stato” e che essa ha “erroneamente concluso che non sussistono dubbi in merito al fatto che il rinnovo delle licenze esistenti di scommesse sportive, ippiche, lotterie e casinò dei licenziatari storici da parte dei Paesi Bassi conferisca un vantaggio ai licenziatari”.
Inoltre, l’associaione ritiene che la Commissione abbia “commesso un errore manifesto di valutazione ritenendo che il rinnovo delle licenze esistenti di scommesse sportive, ippiche, lotterie e casinò dei licenziatari storici da parte dei Paesi Bassi non concede un vantaggio ai sensi della articolo 107, paragrafo 1, Tfue”. Innanzitutto nella conclusione “secondo cui tutti i licenziatari hanno l’obbligo legale di rimettere i proventi netti delle attività di gioco d’azzardo a scopi che servono l’interesse comune” e, in secondo luogo, “per quanto riguarda la conclusione della convenuta secondo cui i licenziatari non potevano realizzare un profitto”.
L’Egba ritiene infine che la Commissione “ha commesso errori manifesti di diritto, per quanto riguarda la conclusione della convenuta secondo cui la concessione delle licenze in questione non ha conferito un vantaggio ai beneficiari in quanto non si può affermare che tali licenze abbiano migliorato la situazione finanziaria dei i licenziatari”.