Il Totocalcio non lo dimenticherà nessuno ma in arrivo c’è la nuova formula!
Si scalda l’aria per il Totocalcio. Tornano a parlarne i giornali generalisti. Il Fatto Quotidiano, poi, uno piuttosto allineato ad un Governo di stampo “5Stelle” e notoriamente avverso al gioco pubblico. Ma sulla mitica schedina, nata nel 1946 da un’idea di Massimo Della Pergola, lo Stato e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli che si occupa di azzardo legale, ci stanno lavorando da mesi ormai. Non a caso tutti gli operatori hanno partecipato all’Open hearing che l’Adm ha organizzato proprio per allineare la sua proposta a quella del settore. I dubbi ci sono. Il brand è fortissimo ed epico ma la formula del gioco deve essere assai attrattiva perché le scommesse sportive (liberalizzate dal 2006 anche online dall’allora ministro Pierluigi Bersani) ormai la fanno da padrone.
Ma andiamo per ordine. Il gioco è epico e ha rappresentato un must per gli italiani, passando dalle trasmissioni sportive per arrivare al cinema. All’inizio si vinceva azzeccando 12 pronostici del campionato italiano. Negli anni Duemila si passerà a 14. Ma nel periodo che va dal 21 gennaio 1951 – esattamente 70 anni fa – alla riforma del “tredicissimo” datata 2003, l’obiettivo per tutti gli italiani che giocano al Totocalcio era di fare 13. E per tutti “fare 13” non è solo un’ambizione ma anche un modo di dire per indicare genericamente un colpo di fortuna.
Il Fatto ci ricorda la schedina numero 20 della stagione 1950-1951 che segnala per la prima volta che da quella giornata (prima di ritorno) le partite da giocare sono 13, con due gare messe alla fine come riserva. Categorie vincenti: 13 e 12. Da quel momento si vince facendo 13, cioè azzeccandole tutte, o in misura minore, sbagliandone al massimo una. Il 21 gennaio 1951 la Roma gioca in casa con il Bologna e pareggia 2-2. Il Milan non va oltre lo zero a zero a Udine così come l’Inter con la Lazio. I nerazzurri mantengono (solo per un’altra settimana ancora) la testa della classifica. Vince invece la Juve in casa con la Pro Patria. Al gol di La Rosa, rispondono nel secondo tempo Boniperti e Muccinelli. Poi in schedina appaiono tre partite di B, tra cui squadre mitologiche come il Fanfulla e il Legnano. Lo scudetto lo avrebbe vinto il Milan di Lajos Czeizler con Gunnar Nordhal capocannoniere. Inter seconda e Juventus terza. Retrocedono Roma e Genoa.
Dicevamo il cinema con “Al Bar dello Sport” con Lino Banfi e Jerry Calà. Prima pareggia la Fiorentina con Antognoni, poi al 90esimo grazie al bomber di provincia Alfo Cantarutti il Catania batte a Torino la Juve (un 1-2 che esiste solo nella finzione). “Non è infarto, è tredici”, dice a se stesso Banfi. Vincerà 1 miliardo e 300 milioni di lire.
Ma ancora prima venne girato un film dal titolo “Ho fatto 13”, segno che l’espressione è già entrata nel linguaggio e nell’immaginario collettivo. La pellicola in bianco e nero di Carlo Manzoni nella quale recitano anche Silvana Pampanini, Mario Riva e Carlo Croccolo uscirà però nelle sale solo tre anni dopo. Un industriale vince al Totocalcio ma deve inventarsi qualcosa di creativo per poter incassare la vincita senza avere i creditori addosso.
Il Totocalcio oggi non è scomparso. Ed ha ragione Il Fatto. Il sito ufficiale Sisal.it spiega come si gioca: “Pronostica il risultato delle 14 partite in schedina scegliendo tra: 1: vince la squadra in casa, X: pareggio, 2: vince la squadra in trasferta. Ogni risultato indovinato corrisponde a un punto. Vinci indovinando ’14’ punti, ’13’ punti o ’12’ punti. Nel caso non venisse realizzato nessun ’14’ il montepremi si aggiungerà a quello del concorso successivo per formare il jackpot del 14. Il costo di una colonna è pari a 0,50 €. La giocata minima è di 2 colonne al costo di 1 €. La giocata massima è di 8.192 colonne”.
Quello che manca è il futuro. E, come dicevamo, Adm ci sta lavorando. Il gioco dovrà essere più popolare basandosi sulla sua storia di circa 80 anni e che sarà più attrattivo con un jackpot importante ma anche con vincite più facili da realizzare. Una nuova modalità che si avvicini alle famiglie, ad una platea più ampia possibile, ed un gioco di puro intrattenimento attraverso il quale finanziare anche il mondo dello sport.