Brexit e gioco online, l’Egba spiega cosa accade ora

La Brexit può complicare le cose anche per il gioco online? Ecco gli scenari dipinti dall'European Gambling and Betting Association. 
Scritto da Gt

Cosa succede dopo la Brexit per il settore del gioco online? Chi meglio della European Gaming and Betting Association può accendere i riflettori sull’impatto del provvedimento fortemente voluto da Boris Johnson. L’associazione che riunisce i maggiori operatori europei segnala in particolare il nodo relativo al flusso di dati, fondamentale per tutto il comparto. Dopo l’avvio della Brexit, è necessario pensare a “un accordo a lungo termine sui dati”, visto che quello attualmente in vigore scadrà tra meno di sei mesi. E’ questo l’allarme che lancia Egba.

Gli operatori del Regno Unito, inoltre, dovranno continuare a rispettare le disposizioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). La mancata gestione di tali dati potrebbe portare a complicazioni per gli operatori di gioco online, soprattutto quelli più piccoli. Qual è la questione più urgente? “In questa fase, riteniamo che il problema più importante da risolvere sia la quella dei flussi di dati transfrontalieri, data l’enorme quantità di dati utilizzati nel settore del gioco online e le numerose società che svolgono operazioni sia nell’Ue che nel Regno Unito”, ha detto Maarten Haijer, segretario generale dell’Egba.

“Senza un accordo a lungo termine che assicuri il flusso regolare dei dati, le società di gioco online che operano in entrambe le giurisdizioni dovrebbero decidere, tra le altre cose, l’ubicazione giusta degli “hub” per limitare al massimo i conflitti con le loro attività”.