Liquidità condivisa, l’Europa e i silenzi dell’Italia: unica speranza il riordino

Il tema della liquidità condivisa per il poker online in Italia sembra morto e sepolto ma potrebbe tornare in auge con il riordino nazionale del settore dei giochi.
Scritto da Cesare Antonini

Liquidità condivisa, l’Europa e i silenzi dell’Italia: unica speranza il riordino

 

Si è tornato a parlare di liquidità condivisa per il poker online in Europa e in Italia, ma solo su stimolo di Gioconews.it, e le risposte non sono affatto confortanti.
In effetti, il tema nel nostro Paese sembra morto e sepolto e non se ne parla affatto negli ambienti dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e neanche tra i concessionari.
Tuttavia, l’iGb Live di Amsterdam è stata l’occasione per riportare a galla il topic ma, come detto, non sembrano esserci buone notizie per chi spera ancora che l’Italia si congiunga con le pool di players con Francia, Spagna e Portogallo.

Piccolo passo indietro: su iniziativa di Adm e quindi dell’Italia nel 2017 si firmò un accordo a Roma per la liquidità regionale europea tra Stati regolati. Poi i tre Paesi in oggetto hanno davvero unito le liquidità di players tra network e room che tecnicamente potevano farlo e l’Italia è rimasta fuori.

“La liquidità internazionale è un’esperienza di successo e ci piacerebbe proprio sapere che fine ha fatto l’Italia. Stiamo ancora aspettando l’adesione da parte del vostro mercato e saremo di certo felici di poter avere con noi i players azzurri”, ha confessato Isabelle Falque-Pierottin, presidente di Anj, il regolatore del gioco francese, intervistata da GiocoNews.itall’iGb Live Amsterdam andata in archivio nei giorni scorsi. Insomma, anche dall’Europa non ci sono notizie di quel deal che, tra l’altro, ha promosso proprio il regolatore italiano.
La situazione è in fase di stallo già da Ice 2019, l’edizione prima della pandemia, quando i tre Stati si sono riuniti ad un evento organizzato sempre da Gioconews.it e hanno evidenziato le contraddizioni sul tema: “Un evento per parlare di liquidità e divieto di pubblicità organizzato dall’Italia con aziende italiane ma senza nessun rappresentante italiano”. Purtroppo il velo di proibizionismo e l’atteggiamento di quei momenti a livello politico (che sembra però rimanere ancora vivo) condizionarono l’azione del nostro regolatore e hanno creato l’impasse che tiene fuori ancora il nostro Paese dalla liquidità condivisa. Oltre a qualche ostacolo al rapporto tra l’Italia e i tre Paesi rappresentato da alcune aziende di casa nostra.
A fare il punto sulla liquidità, sempre a iGb Live, è stato Marco Trucco. Il manager italiano, “former” di PokerStars e ora a GGPoker, è uno dei massimi esperti dell’argomento. Anche le sue parole sono chiare e disarmanti: “Nel caso in cui l’Italia dovesse aderire alla liquidità mondiale andremmo il giorno stesso all’Agenzia delle dogane e dei monopoli per entrare sul mercato. Perché quel tipo di percorso consentirebbe al poker di poter ampliare i propri orizzonti e alle aziende che vi operano di fare delle marginalità e degli sviluppi interessanti. Se invece si dovesse ridurre il tiro aderendo alla liquidità con Francia, Spagna e Portogallo, sarebbe comunque un passo in avanti, ma pur sempre limitato. Il problema tuttavia rimane il fatto che di questi sviluppi non se ne stia neppure parlando nel nostro Paese”.
Lo scenario potrebbe cambiare e il riordino del settore dei giochi potrebbe inserire in agenda il tema liquidità. I players, nel frattempo, hanno ripopolato le room durante la pandemia ma i dati ora iniziano a tornare ad una certa normalità, che è quella di un calo progressivo. E le room dot com accolgono senza problemi i nostri giocatori. Se i temi all’ordine del giorno sono la lotta all’illegalità e la tutela del consumatore, qualcosa che non torna in questa situazione c’è.