Falsa lega di cricket realizza una truffa che ricorda ‘La Stangata’

Una banda organizzata affitta una fattoria e ingaggia figuranti realizzando una truffa da film ai danni di scommettitori russi.
Scritto da Daniele Duso

Falsa lega di cricket realizza una truffa che ricorda 'La Stangata'

Una banda di truffatori ha organizzato un falso torneo di cricket, scopiazzando la vera lega nazionale di cricket, la “Indian Premier League”, con l’aiuto di braccianti agricoli e disoccupati ingaggiati come “atleti”. Una messa in scena curata fin nei minimi particolari che ha tratto in inganno una serie di scommettitori russi, raggirati anche tramite Telegram. 

Quella che arriva dall’India è una storia che ricorda vagamente il celebre film di George Roy Hill del 1973, La stangata (The sting, in lingua originale), con Paul Newman e Robert Redford, nel quale per truffare un gangster veniva allestita una finta agenzia di scommesse. E visti i dettagli non è improbabile che la vicenda attiri le attenzioni di qualche produttore holliwoodiano, o bolliwoodiano.

Tutto inizia, o meglio finisce, con la polizia indiana che scopre, e blocca, una competizione fasulla organizzata sul terreno di un’azienda agricola del Gujarat, lo stato più occidentale dell’India. Si scopre così che una banda di truffatori, con a capo un’organizzazione russa, aveva affittato la fattoria realizzando al suo interno un campo da cricket, con tanto di riflettori alogeni e telecamere a bordo campo, ingaggiando qualche decina di braccianti agricoli per mettere in scena la competizione farsa.

Quindi il torneo è iniziato, tre settimane dopo la conclusione della reale Ipl, che si è chiusa a maggio. Ma ciò non ha creato problemi ai truffatori, che probabilmente confidavano nell’ignoranza degli scommettitori russi, ai quali si sono rivolti tramite un canale Telegram.

Telecamere ad alta risoluzione sul terreno e computer grafica hanno fatto il resto, consentendo addirittura di trasmettere le “partite” sul canale Youtube “IPL”, finto pure questo, visualizzando anche online i punteggi dello schermo di streaming live.

Operai, braccianti agricoli e, pare, qualche giovane disoccupato, ingaggiati dalla banda, sono stati pagati ciascuno 400 rupie (circa 4,20 sterline) a partita. I “giocatori” si alternavano sul campo, indossando di volta in volta le maglie dei Chennai Super Kings, degli Indians di Mumbai e dei Gujarat Titans, seguendo alla perfezione le istruzioni della “mente con sede in Russia”, come hanno riferito alla stampa fonti della polizia indiana.

A rendere più realistico il tutto c’erano pure gli effetti sonori: il rumore della folla era stato scaricato da internet e veniva trasmesso da un altoparlante, mentre un altro truffatore di talento, occorre dirlo, imitava i veri commentatori indiani di Ipl. Tutto ciò mentre le riprese da bordo campo non mostravano mai l’intero terreno, trasmettendo invece i primi piani dei giocatori.

Gli scommettitori russi, tramite uno specifico canale Telegram come detto, sono stati così indotti a scommettere i loro rubli sulle false competizioni che erano arbitrate a un arbitro, falso pure questo, guidato da una delle menti tramite un walkie-talkie. Il presunto funzionario “avrebbe segnalato al bowler e al batsman di colpire un sei, quattro o uscire”, ha riferito la polizia.

Quando la polizia ha ricevuto la soffiata ed è intervenuta si stavano già giocando i “quarti di finale” e l’unico imputato, un indiano, aveva già incassato una prima rata di oltre 300.000 rupie (poco meno di 4mila euro) dagli scommettitori in Russia.

Il Board of Control for Cricket in India, che realizza la competizione di cricket nazionale in India, finora ha rifiutato ogni commento sulla vicenda.