Gdf, Treviso: frode su reddito di cittadinanza, vincite sul gioco online non dichiarate
Sono settanta le persone che percepivano in condizioni illegittime il reddito di cittadinanza per una somma di 440 mila euro nella provincia di Treviso. E’ quanto si legge in una nota rilasciata dalle Fiamme gialle del comando provinciale di Treviso, in collaborazione con l’Inps e con il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi.
In alcuni casi questi approfondimenti hanno consentito di rilevare che i beneficiari, omettendo di indicare nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) i redditi correlati alle vincite conseguite al gioco online, hanno fornito informazioni non veritiere sulla propria posizione reddituale. Le vincite sono state conseguite nel periodo in cui il reddito di cittadinanza veniva già percepito ma non sono state comunicate all’Inps, perché questo avrebbe fatto perdere il diritto al beneficio.
Alcuni beneficiari sono risultati titolari di conti di gioco online, utilizzati assiduamente per effettuare scommesse su eventi sportivi, oltre che per prendere parte a tornei di poker o altri giochi da tavolo. Su tali conti di gioco sono state accreditate, in alcuni casi, somme di denaro per centinaia di migliaia di euro, palesemente incompatibili con uno stato di indigenza economica.
Significativo, in tale contesto, è il caso di un sessantenne di Sarmede che, omettendo di dichiarare disponibilità economiche derivanti da vincite al gioco per oltre 255.000 euro, ha percepito indebitamente somme per 18.500 euro.
Nella giornata del 21 luglio scorso, invece, finanzieri del gruppo e della compagnia pronto Impiego di Aversa, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli della Campania hanno effettuato interventi in due esercizi commerciali adibiti a bar e caffè presso San Marcellino (Ce). Secondo quanto si legge in una nota resa pubblica dalla Guardia di finanza le forze dell’ordine hanno sequestrato due sale slot completamente abusive e denaro contante pari ad 4.500,00 euro. A questo si aggiungono sanzioni nei confronti di tre soggetti per un ammontare complessivo di 110.000,00 euro.
I finanzieri e i funzionari doganali, nell’accedere all’interno degli esercizi commerciali hanno notato la presenza in stanze contigue a quelle del locale di vere e proprie sale slot ben occultate e del tutto abusive. Al loro interno sono stati rinvenuti complessivamente sette apparecchi da intrattenimento illegali perché non collegati alla rete dell’Agenzia delle dogane e monopoli e privi dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
All’interno degli apparecchi erano ancora giacenti oltre 4.500,00 euro in contanti, ritenuti profitto delle giocate abusive. Queste ultime, all’esito di verifiche eseguite sul posto, erano state modificate in relazione alla tipologia di giochi offerti e alle percentuali di vincita, di gran lunga inferiori a quanto previsto dalla normativa in vigore e prive di ogni garanzia di legge a tutela del gioco sicuro.
Per il mancato collegamento alla rete dell’Agenzia delle dogane e monopoli, nei confronti dei trasgressori sono state previste sanzioni per oltre 110.000,00 euro. I dispositivi da intrattenimento così gestiti non solo permettevano ai gestori di sottrarre al fisco i ricavi delle giocate ma causavano grave pregiudizio ai giocatori. Il collegamento con la rete dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli consente infatti al cittadino di poter fruire di congegni per un gioco sicuro, evitando che il contribuente ignaro possa essere preda di macchinette truccate.