Stop a decreto Crescita, Malagò (Coni): ‘Perse chance da betting e pubblicità’
"Io sarei favorevolissimo ad abolire il decreto Crescita se però si considerassero altre opportunità che il mondo del calcio ha perso, penso al betting, a certe pubblicità, agli introiti dati all'Erario che non rientrano nel sistema”.
Parole pronunciate dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenuto a "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio1, a proposito della mancata proroga fino al 29 febbraio del decreto Crescita prevista nel decreto Milleproroghe , che prevedeva una riduzione sugli sconti fiscali per i lavoratori che provengono dall'estero "senza requisiti di elevata qualificazione o specializzazione", categoria nella quale rientrano i professionisti sportivi, compresi i calciatori.
Nonostante l'entrata in vigore ufficiale a partire dal 1° gennaio 2024, la legge avrà efficacia a partire dall'ultima sessione di mercato estiva.
Il presidente del Coni quindi prosegue: "Lo stop al decreto crescita? Non lo condivido, parliamo di 50 atleti che nel 90 percento dei casi sono giocatori di caratura molto importante e internazionale. Secondo me andava corretto negli importi base, ma così com'è impostato sicuramente depaupera il patrimonio e la qualità del nostro campionato".
Malagò poi rimarca: “Non si può fare un provvedimento univoco senza fare un discorso integrato di sistema, che è quello che è sempre mancato. Devi guardare tutto il panorama, spero che si faccia un discorso a beneficio di tutto il sistema".