Brand ‘Milano’: dal comune un no all’abbinamento con alcolici, porno e tabacco

Una delibera di giunta che ora attende l'approvazione del consiglio comunale vieta l'utilizzo del nome della città per alcuni prodotti e servizi, tra i quali quelli riferiti al gioco.
Scritto da Daniele Duso

Foto di Szymon Fischer (Unsplash)

Milano non vuole essere associata a prodotti e servizi che riguardano superalcolici, tabacchi, armi, materiali pornografici, medicinali o gioco d'azzardo.

Lo ha deciso la giunta cittadina che nella giornata di venerdì 26 gennaio ha deliberato il "Regolamento per l’autorizzazione alla registrazione di marchi di terzi contenenti la denominazione 'Milano' ". 

Il testo, uno dei primi a mettere nero su bianco i requisiti necessari a qualunque prodotto o servizio privato che voglia fregiarsi del nome della città, obbligandolo a ottenere l’autorizzazione da parte dell’amministrazione prima di registrare il proprio brand, attende ora il passaggio in consiglio comunale.

Il regolamento, come riporta il quotidiano milanese Il Giorno, nasce seguendo le direttive della legge nazionale n. 34 del 2019, che impedisce la registrazione di marchi con all’interno nomi di Stati, enti pubblici, forze armate e forze dell’ordine da parte dell’Ufficio italiano marchi e brevetti senza autorizzazione dell’ente citato. 

La delibera non ha mancato di suscitare polemiche tra i banchi dell'opposizione, con il consigliere Alessandro De Chirico (FI) che, interpellato sempre dal quotidiano meneghino, l'ha definita "pure demagogia", aggiungendo che "Milano non è patrimonio di chi amministra la città, ma di tutti i milanesi che con il proprio intelletto, l’estro e la creatività contribuiscono quotidianamente a far emergere il nome di Milano nel mondo".