Milesi (Led): ‘AdM intervenga a tutela del comparto Amusement’
“Lo scopo dell’esposto che abbiamo rivolto all’Agenzia delle dogane e dei monopoli è quello di segnalare l’apertura di locali aperti al pubblico dove vengono messe a disposizione dei clienti attrezzature e software per l’intrattenimento, senza nessuna certificazione o omologazione, in particolare pc, consolle e simulatori vari che solitamente sono destinati a un uso domestico. Riteniamo che la presenza di attrezzature come quelle sopra menzionate in locali aperti al pubblico e con il pagamento da parte dei clienti di un costo per l’utilizzo di tali attrezzature, siano un’elusione delle normative vigenti”.
A spiegare le ragioni dell’iniziativa che ha visto gli operatori del comparto Amusement presentare un esposto all’amministrazione per segnalare la concorrenza illecita da parte di nuove forme di intrattenimento non regolamentate è Sergio Milesi, Amministratore delegato di Led, società specializzata nel settore dell’intrattenimento e proprietaria di insegne leader nel ramo, promotore dell’azione legale.
Sì, perché tale situazione, oltre a rappresentare già in sé un serio rischio per le attività di intrattenimento esistenti, come sale giochi, bowling o Fec (Family entertainment center), arriva anche in un momento di estrema difficoltà per l’intero comparto, stretto nella morsa sempre più stringente costituita dagli effetti della pandemia sommati a quelli delle nuove norme sulle omologazioni degli apparecchi da gioco. Quelle stesse norme, peraltro, che le forme di gioco qui denunciate dagli operatori sembrano sottrarsi. “Le aziende come la nostra che gestiscono locali di intrattenimento per le famiglie stanno ancora vivendo un periodo di forte crisi, dovuto alla situazione pandemica, che sta sì – finalmente – volgendo al termine, ma i ricavi hanno subito un calo che ad oggi si attesta ancora intorno al 30 percento rispetto al periodo precedente al Covid-19 in seguito alla perdita di ingressi: in un periodo dove i costi per la gestione sono lievitati per l’aumento delle materie prime e dei costi energetici”, spiega ancora Milesi.