Il sottosegretario alla Salute, Costa, conferma lo stop all'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi al chiuso come i locali di gioco, valutazioni in corso sui mezzi di trasporto.
Scritto da Redazione
Costa (Ministero Salute): 'Mascherine, stop all'obbligo nei luoghi chiusi'
“C’è in verità ancora una riflessione che riguarda i mezzi di trasporto. Per tutti gli altri luoghi – cinema, teatri, manifestazioni sportive al chiuso – le mascherine verranno tolte e non ci sarà più l’obbligo ma ci sarà la raccomandazione. Dopo due anni, credo sia giunto il momento di dare fiducia ai cittadini. C’è una consapevolezza diversa”.
Così Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, che traccia le intenzioni del Governo in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nei luoghi al chiuso, compresi quindi anche i locali in cui si gioca, a partire dal 15 giugno.
Ma il ministro della Salute Roberto Speranza, dal canto suo, ribadisce che bisogna stare attenti perchè la pandemia non è ancora finita: “in tanti Paesi da qualche giorno, c’è una curva che ricomincia a crescere e non dobbiamo considerare che la partita è chiusa. Non siamo cioè fuori dal Covid, tuttavia tutto ciò che abbiamo, dai vaccini agli antivirali, ci consente di dire che siamo in una stagione diversa”.
Quindi Speranza richiede “ai soggetti fragili di proteggersi con la seconda dose booster del vaccino anti Covid. “C’è ancora margine di copertura ed i vaccini restano fondamentali. Veniamo da due anni complessi. Oggi siamo in una stagione diversa e abbiamo strumenti contro la pandemia che prima non avevamo ma è necessario continuare ad avere prudenza”.
Nel contempo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) rileva che l’Italia è sempre più rosso chiaro nell’aggiornamento della mappa a colori dell’epidemia, elaborata sulla base dei nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime due settimane.
In rosso scuro abbiamo ancora un terzo delle regioni italiane. Il Portogallo e l’Islanda restano in rosso scuro, mentre la Spagna è quasi tutta in rosso chiaro, ad eccezione di un paio di regioni in grigio. La Francia è in rosso chiaro, eccetto l’area di Parigi in rosso scuro e così l’Austria e la Slovenia, mentre la Grecia ha anche una piccola area in arancione. Anche l’Irlanda è divisa fra il rosso chiaro e l’arancione e la Croazia fra l’arancione e il grigio, che ricopre gran parte della Danimarca. In arancione è la Lettonia. Il resto d’Europa è in grigio, tranne una piccola area della Finlandia.
La Fondazione Gimbe rileva che “nell’ultima settimana frena la discesa nazionale dei nuovi casi di Covid (-7,8 percento), che salgono in 22 province. Calano le terapie intensive (-11,7 percento), i ricoveri ordinari (-15,2 percento) e i decessi (-28,3percento )”.
Rispetto alla precedente rilevazione, in diminuzione i nuovi casi (121.726 contro 131.977) e i decessi (392 contro 547). In calo anche gli attualmente positivi (628.977 contro 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 contro 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 contro 5.121) e le terapie intensive (219 contro 248).
Secondo gli ultimi dati dell’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, è stabile al 2 percento la percentuale di terapie intensive occupate da parte di pazienti con Covid-19, ma il valore è in calo in 5 regioni: Calabria (3 percento), Liguria (2 percento), Lombardia (1percento ), Provincia Trento (0 percento), Umbria (0 percento). Così come è ferma al 7 percento l’occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’, ma cala in 6 regioni: Campania (7 percento), Emilia Romagna (7 percento), Liguria (8 percento), Molise (3 percento), Piemonte (3 percento) e Valle d’Aosta (4 percento).
La percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica o ‘non critica’ occupata da parte di pazienti con Covid-19 cresce in Sardegna (6 percento) e Veneto (3 percento) ed è stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 12 percento), Basilicata (11 percento), Calabria (16 percento), Friuli Venezia Giulia (7 percento), Lazio (8 percento), Lombardia (5 percento), Marche (6 percento), Provincia Bolzano (8 percento), Provincia Trento (5 percento), Puglia (8 percento), Sicilia (14 percento), Toscana (4 percento), Umbria (15 percento).
Per quanto riguarda l’occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in Friuli Venezia Giulia (2 percento), Molise (6percento) e Piemonte (2 percento) mentre risulta stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 2 percento), Basilicata (0 percento), Campania (2 percento), Emilia Romagna (3 percento), Lazio (3percento), Marche (1 percento ), Provincia Bolzano (1 percento), Puglia (3 percento), Sardegna (3 percento), Sicilia (3 percento), Toscana (3 percento), Valle d’Aosta (0 percento) e Veneto (1 percento).