Primi verdetti per le elezioni amministrative, vittoria al primo turno per i candidati sindaco di Genova, L'Aquila e Palermo. Gli scenari per il gioco.
Elezioni amministrative, il primo turno premia il centrodestra
All’indomani della tornata elettorale del 12 giugno, arrivano i primi verdetti, a cominciare da alcune grandi città, già protagoniste dello speciale di Gioconews sulle Amministrative pubblicato su queste pagine nei giorni scorsi e sull’ultimo numero della rivista Gioco News (consultabile nella sua interezza online a questo link), con una disamina delle possibili ricadute sul comparto del gioco.
L’ultimo bilancio delle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali di quasi mille comuni italiani vede i candidati sindaco di centrodestra in vantaggio a Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo, e quelli del centrosinistra in pole position a Parma e a Verona.
Guardando ai numeri, a Catanzaro il centrista Valerio Donato (con il sostegno da Forza Italia e Lega) è in vantaggio (per una percentuale fra il 40 e il 44 percento) su Nicola Fiorita (31-35 percento) supportato da Partito democratico, Movimento cinque stelle, l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Liberi e Uguali.
Genova vede in vantaggio il sindaco uscente Marco Bucci (centrodestra e Italia viva), che potrebbe farcela già al primo turno, in virtù di una percentuale di voti che secondo le proiezioni oscillerebbe fra il 51 e il 55 percento, avendo la meglio sul candidato di centrosinistra Ariel Dello Strologo (al 36-40 percento). Bucci sarà chiamato a rispondere “in concreto” all’appello lanciato dalle associazioni e organizzazioni liguri aderenti alla campagna “Mettiamoci in gioco” affinché i candidati prendano posizione in merito all’applicazione della legge regionale 17 del 2012 per il contrasto al Gap, sospesa “sine die” nel 2018 dalla Giunta Toti.
Stessa storia a L’Aquila, dove l’ex primo cittadino Pierluigi Biondi – sostenuto da Fratelli d’Italia – può contare su una percentuale prossima al 49-53 percento, contro il 23-27 percento a favore della sfidante Stefania Pezzopane, appoggiata da Partito democratico e Movimento cinque stelle. In questo caso è da vedere se e come la nuova Giunta proseguirà il lavoro avviato dalla precedente in materia di contrasto al Gap, con l’avvio del confronto sull’evoluzione della regolamentazione del gioco, visto che L’Aquila è da diverso tempo la seconda città abruzzese con più casi di ludopatia, dietro Pescara e davanti a Chieti e Teramo.
Scendendo verso Sud, in rigoroso ordine alfabetico, arriviamo a Palermo, protagonista della tornata elettorale di ieri non solo per i risultati delle urne. Nella città siciliana infatti si è registrato il forfait di quasi un terzo dei presidenti designati nei 600 seggi per le amministrative, rendendo assai difficili se non impossibili le operazioni di voto e facendo sì che in molte sezioni le schede elettorali fossero consegnate con diverse ore di ritardo. Le ragioni? Con tutta probabilità, molti presidenti hanno rinunciato all’incarico per la concomitanza con la partita di calcio del Palermo, poi promosso in Serie B.
Un caso che ha provocato l’immediato intervento del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “È gravissimo che a Palermo, senza alcun preavviso, un elevato numero di presidenti di seggio non si sia presentato per l’insediamento, ovvero abbia rinunciato all’incarico, ritardando l’avvio delle operazioni di voto. Un tale atteggiamento esprime una assoluta mancanza di rispetto per le Istituzioni e per i cittadini chiamati in questa giornata elettorale e referendaria ad esercitare un diritto costituzionale fondamentale per la vita democratica del Paese. La Procura di Palermo valuterà gli eventuali profili di responsabilità conseguenti alle segnalazioni inviate dal Comune, competente per le procedure di insediamento dei seggi e di sostituzione dei presidenti”.
Dal canto suo il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e, in caso di violazioni del diritto di voto riconosciuto ai cittadini, l’associazione si dice pronta a chiedere il blocco e la ripetizione delle elezioni amministrative in città. Peraltro alla vigilia già inficiate dagli arresti – per voto di scambio politico-mafioso – dei candidati al consiglio comunale Francesco Lombardo (Fratelli d’Italia) e Pietro Polizzi (Forza Italia).
In attesa di sapere come andrà a finire su questo fronte, sul versante dei dati, le proiezioni vedono in testa Roberto Lagalla (Lega, FdI e Fi), con un percentuale tra il 43 e il 47 percento: numeri che potrebbero bastare per essere eletto al primo turno in forza della legge elettorale siciliana, per cui chi prende almeno il 40 percento dei voti diventa sindaco senza passare dal ballottaggio ottenendo anche il 60 percento dei seggi in consiglio comunale.
Il primo dei suoi sfidanti, Franco Miceli, supportato da Partito democratico e Movimento cinque stelle al momento sembra aver ottenuto tra il 27 e il 31 percento dei voti.
Qui è in ballo l’attuazione della legge regionale per il contrasto al gioco patologico, ma anche il futuro dell’ippodromo La Favorita, sempre più impegnato a diventare un contenitore di eventi, anche culturali, oltre che di corse, e in attesa di conferme sui fondi del ministero delle Politiche agricole per garantirne la continuità aziendale.
Percentuali di voti intorno al 40 percento si registrano anche a Parma a sostegno di Michele Guerra, erede del primo cittadino uscente Federico Pizzarotti e quindi espressione dell’alleanza fra il movimento civico Effetto Parma e il Partito democratico: a lui gli exit poll attribuiscono fra il 40 e il 44 percento delle preferenze, mentre l’ex sindaco di centrodestra Pietro Vignali (Forza Italia e Lega) ne incassa tra il 19 e il 23 percento.
Centrosinistra in vantaggio anche a Verona con l’ex calciatore Damiano Tommasi che, a sorpresa, con una percentuale compresa fra il 37 e il 41 percento, al momento sta avendo la meglio sui due candidati del centrodestra: Federico Sboarina, appoggiato da Fratelli d’Italia e Lega (27- 31 percento), e Flavio Tosi (Forza Italia e Italia viva), con la stessa percentuale.