Commissione Ue su valute virtuali nel gioco: ‘Consapevoli dei pericoli’

Dalla Commissione anche la proposta di un codice unico per uniformare le norme evitando interpretazioni diverse degli Stati membri.
Scritto da Redazione

Commissione Ue su valute virtuali nel gioco: 'Consapevoli dei pericoli'

 

“La Commissione europea è consapevole dei pericoli presentati dalle valute virtuali, in particolare negli ambienti di gioco, e ha già adottato una legislazione per regolarli”. Così la Commissione europea in risposta all’eurodeputato Chris MacManus (The Left), autore di una interrogazione sull’uso di valute virtuali nel gioco online e chiede lumi sul contrasto al riciclaggio attraverso questi strumenti.

Spiega la Commissione che “i ‘fornitori di servizi di gioco d’azzardo’, i ‘fornitori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute fiat’ e i ‘fornitori di servizio di custodia portafogli’ sono tutte categorie di professionisti che devono adempiere agli obblighi previsti dalla direttiva (Ue) 2015/849 sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo come modificata dalla Direttiva (Ue) 2018/843″.

“Se un operatore di gioco emette portafogli che ospitano valute virtuali come definito all’articolo 3 della direttiva (Ue) 2015/849 e fornisce servizi di scambio tra tali token e valute legali, tale operatore di gioco è considerato un soggetto obbligato ai sensi della direttiva (Ue) 2015/849 e deve essere registrato presso l’autorità nazionale competente come “fornitore di servizio custodia portafoglio” e “fornitore di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali’ “.

“Nel luglio 2021 la Commissione europea”, continua la risposta, “ha presentato un ambizioso pacchetto di proposte legislative per rafforzare le norme dell’Ue in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo (Aml/Cft)”. Tale pacchetto, chiude la risposta della Commissione Ue, “comprende proposte per creare un codice unico per garantire un’attuazione più uniforme delle norme in tutta l’Ue, riducendo il margine di interpretazione lasciato agli Stati membri e alle loro autorità di contrasto”.