Poker online e metaverso, nel ‘punto it’ rischia di non partire mai
Si torna a parlare di poker online e metaverso. Noi stiamo approfondendo da tempo questa tematica e molti siti specializzati in criptovalute, blockchain e nel nuovo universo, appunto, stanno lanciando il settore verso questa incredibile possibilità di sviluppo.
Il poker online si è evoluto sostanzialmente negli ultimi dieci anni, con una raffica di nuovi formati e piattaforme lanciati mensilmente. Tuttavia, a livello tecnologico, è rimasto più o meno quello.
E diciamocelo, negli ambienti regolati come l’Italia, la Francia, la Spagna e tutti i paesi europei che hanno un framework normativo con licenze e concessioni senza le quali non si può offrire gioco, è quasi impossibile portare avanti il crossover tra poker e criptovalute che all’estero, invece, sembra funzionare meglio.
Specie negli ambienti internazionali e dot com come l’esempio di Phil Ivey che ha abbracciato un progetto di cui abbiamo parlato spesso come Virtue Poker, che consente ad alcuni residenti negli Stati Uniti di giocare online con le criptovalute come opzione di deposito.
Difficile, quindi, per regolamentazioni come l’Italia, che si possa passare direttamente ad un’area che non è stata relativamente sfruttata neanche nel dot com, ed è la combinazione del poker online all’interno del metaverso.
Il metaverse è una rete interoperabile e scalabile in modo efficiente di mondi virtuali 3D renderizzati in tempo reale, che ha attirato l’interesse di artisti del calibro di Facebook, che l’anno scorso si è ribattezzato Meta, così come Microsoft che ha acquisito l’editore di Call of Duty, Activision con un accordo del valore di 70 miliardi di dollari in un audace tentativo di prendere il controllo del metaverso.
La teoria è che, alla fine, i giocatori saranno in grado di interagire con gli altri all’interno del metaverso, indipendentemente dal gioco specifico a cui stanno giocando.
La ludicizzazione del poker online è stata evidente negli ultimi anni con fornitori come GG Poker, partypoker e Pokerstars che hanno tutti lanciato nuovi tipi di gioco incentrati su aspetti più visivi per un pubblico al dettaglio.
Un giocatore potrà usare un personaggio unico in una partita multiplayer e giocare contro un avversario in una poker room su misura all’interno del metaverso.
La chiave del nuovo mondo è che è tutto basato su una blockchain, il che significa che ogni giocatore possederà digitalmente il proprio personaggio.
Ciò significa che, se qualcuno si è guadagnato un personaggio giocabile di Mike Tyson in un gioco come Fight Night, può giocare a poker contro un personaggio di un gioco fantasy come World of Warcraft.
Il pezzo mancante del puzzle è un provider di poker online che inizi a dedicare ore di sviluppo alla costruzione di una piattaforma sicura all’interno del metaverso che possa interagire in modo sicuro ed efficiente con i token non fungibili (NFT).
Potrebbero volerci alcuni anni prima che sia completamente funzionante, ma una vivace piattaforma di poker online all’interno del metaverso sembra essere una formalità.
Rimane la problematico l’ingresso di qualche concessionaria dot it di poker online in questo mondo che sarà sicuramente al di fuori dell’alveo legale dello Stato italiano gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tema da attenzionare per non disperdere gioco in ambienti che non produrranno soldi per l’erario.