Alex Anfossi: ‘Tornei settimanali motore del poker per il Casinò di Sanremo’

Scritto da carlocammerella

Alex Anfossi, responsabile della poker room del Casinò di Sanremo, in un’intervista esclusiva a GiocoNews.it analizza il successo dei tornei settimanali.

Vengono spesso tralasciati ma in realtà sono punto fermo per fidelizzare i giocatori e creare una base solida per le competizioni più importanti. Parliamo dei tornei settimanali che a quanto pare nel Casinò di Sanremo, grazie anche alla partnership con Texapoker, hanno contribuito a fare la differenza nell’ultimo periodo. Le ragioni sono diverse e di varia natura. Si parte dai costi d’iscrizione variabili, studiati apposta per accontentare diversi tipi di player, passando per le strutture stesse. In un’intervista esclusiva a GiocoNews.it a parlare di questi aspetti è Alex Anfossi, responsabile della poker room nell’affascinante casinò della città Fiori.

In che misura i tornei settimanali organizzati da Texa Poker hanno contribuito a far crescere i numeri e gli incassi del casinò?

I tornei settimanali sono il motore del poker a Sanremo e anche se vengono spesso sottovalutati bisogna considerare che nel weekend si aggirano sulle cento unità. In un mese raggiungono quasi le mille iscrizioni mensili e ci hanno permesso di fidelizzare i giocatori. Ormai abbiamo un gruppo di player fidelizzati a Sanremo che vengono anche nelle grosse manifestazioni. Mi piace dire che i tornei settimanali ci permettono di creare una scuola, una fucina per i giocatori e per i nuovi talenti.”

La transizione da eventi sporadici a una programmazione settimanale quando è avvenuta e che tipo di ragionamento è stato fatto alla base?

“La transizione è avvenuta dal 9 agosto 2017 quando l’organizzazione è passata in carica Texapoker. All’epoca eravamo aperti 5 giorni a settimana. Adesso abbiamo aumentato a sei giorni per offrire una programmazione di tornei con tutti i buy-in adatti a tutte le tasche. Per esempio il martedì ho inventato personalmente un torneo da 70 euro ad un prezzo abbastanza popolare. Questo ci ha anche permesso di formare i giocatori e soprattutto i ragazzi giovani che erano spaventati da buy-in più alti come quelli delle Wsop o dell’Ipo. Hanno cominciato a giocare piano piano e per fare un esempio uno di loro ha raggiunto la top venti nelle Wsop dell’ultimo anno. Questo per noi è senza dubbio un motivo d’orgoglio.”

Che tipo di strategia e modello ha utilizzato Texa Poker per portare avanti la crescita di questi tornei?

“Non c’è strategia particolare ma l’obiettivo principale è quello di formare un gruppo di giocatori e fidelizzarli. Ad esempio abbiamo sotto la nostra organizzazione il casinò di Nizza e pertanto possiamo dire che c’è anche uno scambio culturale con la Francia.”

Per concludere quali sono le strutture dei tornei che sono state di maggior successo nel corso degli ultimi anni?

Io lavoro questo mondo da 2008, da quasi 20 anni, e vedo che l’evoluzione è continua. In questo periodo, ad esempio, i tornei che vanno pe la maggiore sono i Misteri Bounty che tuttavia vengono spesso contestati dai giocatori della vecchia guardia. Questo perché rappresentano per certi versi un abbattimento delle skill a favore di una componente fortuna come quella del sorteggio delle buste.

Per noi invece la prerogativa sono le strutture, diamo tanti gettoni di partenza per rendere il torneo più divertente ma giochiamo comunque su tutti i livelli. Abbiamo delle strutture in cui spesso il primo livello di gioco dura un’ora e dopodiché si passa a livelli da 25 minuti. Questo ci permette di avere delle strutture dove in heads up si gioca con 50-60 bui e dove i tavoli finali sono sempre competitivi.”