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Amusement al lavoro su regole tecniche, UniRoma3 getta le basi (scientifiche)

  • Scritto da Fm

Mentre il settore dell'amusement si confronta sulle future regole tecniche, prosegue la ricerca dell'UniRoma3 sui giochi senza vincita in denaro: la professoressa Maria Francesca Renzi ne illustra obiettivi e risultati.

Fra le tante riforme del gioco attese nel 2021 c'è anche quella per l'amusement, il "puro intrattenimento" (senza vincita in denaro), che nei prossimi mesi dovrebbe vedere attuato quel percorso di riscrittura delle regole tecniche avviato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli.


Un percorso condiviso con gli operatori del settore, arricchito dal recente webinair dedicato organizzato da Adm, che da tempo chiedono di non essere accomunati a quello del gioco pubblico, con gli annessi divieti di accesso ai minorenni sanciti da tante leggi regionali.

Una strada sulla quale si inserisce la ricerca condotta dal Dipartimento di Economia aziendale dell’Università degli studi Roma Tre dedicata al gioco di abilità promossa da Sapar, New Asgi e Consorzio Fee, per studiare motivazioni, comportamenti e atteggiamenti di minori e genitori che frequentano i luoghi di intrattenimento dedicati alle famiglie.

Una ricerca "sul campo" che potrebbe rappresentare una base scientifica su cui disegnare il futuro dei giochi senza vincita in denaro, con o senza ticket redemption.

A illustrarne lo stato di avanzamento, gli obiettivi e i risultati a GiocoNews.it è Maria Francesca Renzi, professore ordinario alla Facoltà di Economia dell'università degli studi Roma Tre, coordinatrice del progetto.
 
Quali sono i principali risultati emersi dalla 'fase due' della vostra ricerca? Ci può fornire anche qualche numero a riguardo?
"Prima di fornire i principali risultati della Fase 2 del progetto vorrei ricordare che questo si inserisce nell’ambito del dibattito in corso sulla tendenza ad assimilare i giochi di abilità a quelli di azzardo, con particolare riferimento a quelli con ‘ticket redemption’.
L’obiettivo della ricerca è quello di fare chiarezza su un tema controverso a causa della lacunosità della normativa attuale e le contrapposte visioni dei produttori rispetto alle istituzioni/associazioni.
Il progetto è articolato in tre fasi: la prima, volta a verificare lo stato della conoscenza a livello nazionale e internazionale sulla questione, ha dimostrato che non ci sono ricerche su questo tema. Le attività si sono concluse nel 2019; la seconda ha l’obiettivo di comprendere motivazioni, comportamento ed eventuali fattori di rischio nell’ambito di giochi senza vincita in denaro e di predisporre gli strumenti di rilevazione per la fase finale; la terza volta a validare, attraverso un’indagine quantitativa, il modello di comportamento degli utenti delle sale per famiglia.
A conclusione delle attività di ricerca il progetto contribuirà anche sul piano scientifico a comprendere meglio il ruolo delle sale famiglia e le relative implicazioni.
La prima fase ha dimostrato una carenza complessiva della conoscenza scientifica sul tema.
Relativamente alla seconda fase sono stati condotti sei focus group tra gennaio e febbraio 2020. I risultati derivanti dai focus group permettono esclusivamente considerazioni di tipo qualitativo e sono propedeutici alle fasi successive della ricerca.
In particolare, si rileva che le sale gioco sono percepite come luoghi di aggregazione dove ritrovarsi con gli amici o per socializzare e conoscerne di nuovi.
I giochi più gettonati sono quelli di abilità e movimento (legati allo sport).
In merito al tema dei ticket redemption, sono emersi diversi punti di vista. Per gli adolescenti, i ticket sono un elemento poco interessante mentre destano interesse nei più piccini. Spesso i ragazzi più grandi li regalano ai bambini che li collezionano.
I genitori mostrano posizioni diverse. Alcuni sono contrari perché ritengono che possono avvicinare i ragazzi al gioco d’azzardo, altri sono indifferenti in quanto i figli non mostrano alcun interesse verso i ticket e quindi non li ritengono pericolosi, altri ancora sono favorevoli".
 

Ci sono differenze significative fra ragazzi e ragazze, uomini e donne, e fra una regione e l'altra?
"Dai focus group non sono emerse particolari differenze di comportamento tra ragazzi e ragazze, così come non state rilevate particolari differenze rispetto alla regione di appartenenza. Va sottolineato però che questo tipo di informazione potrà essere indagato attraverso la realizzazione della fase 3 per la quale è prevista una survey estesa attraverso la quale sarà possibile studiare i comportamenti anche in funzione della profilazione dei rispondenti".

Qual è il metodo applicato per l'indagine?
"La metodologia di ricerca prevista per la seconda fase è di tipo qualitativo ed è stata svolta con l’obiettivo di delineare il profilo dei giovani indagando i comportamenti di gioco nelle sale famiglia.
Ai fini dell’indagine sono stati  coinvolti 27 ragazzi, di cui 14 femmine e 13 maschi di età media  di circa 14 anni e 26 genitori (accompagnatori) la cui età dei figli era in media di circa 9 anni.
In tutto sono stati condotti 6 focus group: 2 a Cattolica, 2 a Portogruaro e 2 a Nola.
Sono in corso di realizzazione ulteriori 20 interviste in profondità che permetteranno di acquisire maggiori dettagli utili per delineare meglio le caratteristiche degli utenti delle sale per famiglie. L’output della fase qualitativa sarà propedeutico alla determinazione degli strumenti di rilevazione necessari per la survey".

Ci parli invece della 'terza fase'. Come proseguirà la ricerca? Con quale tipo di attività di indagine? 
"La ricerca proseguirà con la somministrazione di un questionario volto ad indagare i comportamenti dei ragazzi nelle sale famiglie, a individuare eventuali fattori di rischio e ad approfondire le motivazioni che li spingono a frequentare questi luoghi.
I risultati della terza fase permetteranno di fare maggiore chiarezza sul tema delle sale per famiglie e dei ticket redemption contribuendo anche ad arricchire le conoscenze scientifiche sul tema".

 

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