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Milesi (Led-Joyvillage): 'Valutare apparecchi per loro effettivo utilizzo'

  • Scritto da Ac

Il fondatore e Ad di Led, operatore leader nell'intrattenimento, esprime perplessità nell'iter di regolamentazione del settore e chiede concretezza.

 

"Il timore delle aziende che operano nel settore dell'intrattenimento di fronte al processo di regolamentazione del mercato attualmente in corso è soltanto quello di ritrovarsi con delle norme che possano finire col discriminare determinate tipologie di giochi a causa di alcune determinate caratteristiche tecniche che li facciano ritenere 'a rischio', senza valutarne l'effettivo funzionamento". A parlare è Sergio Milesi, fondatore e amministratore delegato della società di intrattenimento Led, titolare di centri di divertimento ad insegna Joyvillage distribuiti sul territorio nazionale, che commenta a GiocoNews.it il processo normativo in corso che vede l'industria confrontarsi con il regolatore.

"Ciò che voglio dire - aggiunge - pensando anche ai casi concreti, è che non può essere l'aspetto di un apparecchio, o le componenti tecniche utilizzate per il funzionamento a determinarne la possibilità di utilizzo sul mercato. Non si può dire, come sembra avvenire oggi, che se c'è una ruota quella macchina può essere ricondotta a un gioco d'azzardo, quindi non può essere omologata, quando invece è dimostrabile che ci sono anche dei giochi che possono avere come componente di gioco “ruote” senza essere in nessun modo riconducibili a giochi di sorte, essendo l'abilità assolutamente prevalente rispetto all'alea. Quindi, tanto per essere ancora più chiari: se si vuole intervenire per eliminare dal mercato ogni tipo di macchina a rischio illegalità, dove l’intrattenimento non è dato da una componente di abilità, questo è legittimo, sacrosanto e condivisibile, oltre che auspicabile: quello che però si deve scongiurare a tutti i costi è che le norme che vengono studiate per evitare l'utilizzo o l'introduzione di queste tipologie di apparecchi ritenuti non conformi possano pregiudicare anche tanti altri giochi i quali, al contrario, non mostrano controindicazioni reali e magari hanno anche un appeal sui giocatori. Perché questo vorrebbe dire mettere seriamente in crisi il mercato e la sostenibilità delle attività di intrattenimento".

Quindi, oltre all'appello, Milesi ha anche un consiglio e, forse, una proposta: "Quello che mi piacerebbe vedere - e, forse, sarebbe anche logico fare - è redigere le nuove norme dopo averne valutato l'effettiva applicazione sul campo e il loro utilizzo reale all'interno dei locali, invece di fare tutte le valutazioni, traducendole poi in norme, soltanto sulla carta, basandosi quindi soltanto sulla teoria. Perché questo rischia di creare distorsioni pesanti all'intera filiera. Del resto stiamo regolamentando un settore con norme che avranno un impatto diretto sul mercato nell'immediato e nel medio e lungo periodo e non possiamo correre il rischio di rendere inutilizzabili delle macchine che non comportano nessun tipo di rischio come invece potrebbe accadere".

 

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