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Forum Retail, Clivio (TradeLab): 'Nel F&b metà della spesa fuoricasa'

  • Scritto da Daniele Duso

Una ricerca presentata a Forum Retail spiega che il Food & beverage, per i clienti, è un momento di pausa dal gioco: piccoli incassi, ma frequenti.

"Per i clienti il food & beverage è un 'di più', e vi spendono il 50 percento del budget mensile dedicato alla spesa media fuori casa". È questo uno dei dati principali emersi dal dibattito sulla diffusione dell'offerta food & beverage nelle sale gioco, presentata nella seconda giornata di Forum Retail - Capitolo 2, nel corso del dibattito online dal titolo  Gaming, Food & Beverage: nuove customer experience per il gaming italia

Rita Clivio, Consulente Senior di TradeLab, società di ricerche specializzata nel mondo del fuori casa, ha presentato quindi la sua indagine precisando che è stata svolta poco prima della pandemia, coinvolgendo 180 gestori di luoghi di gioco e circa 1800 clienti intervistati in loco, quindi in prossimità dell’esperienza nel punto vendita. “L’offerta food&beverage”, ha notato subito Clivio, “è ancora poco presente nei locali, sia come diffusione che come spazi dedicati all’interno dei locali, e proprio per questo ha grandi margini di crescita”.

Nei locali di gioco già rinnovati il food&beverage “consiste in circa il 20 percento del fatturato, mentre passando ai bar con un’offerta gioco il fatturato dei giochi è il 43 percento. Abbiamo individuato anche locali privi di giochi”, spiega la consulente, “notando una limitata propensione ad inserire il gioco per paura della concorrenza già presente in zona, per paura di non aver capacità di gestirla, e anche per il timore che i clienti non gradiscano. Differente il punto di vista di chi ha deciso di introdurre un’offerta di gioco, che ha dichiarato nel corso dell’indagine di voler mantenerla e possibilmente di volerla incrementare”. 

Nei locali di gioco, “il gioco rimane l’attenzione principale, e i consumi di f&b sono collaterali per il gestore”. Ma è interessante considerare che “per i clienti, l’area f&b è di grande interesse, la vedono come un momento di pausa dal gioco”. 

Ci sono ancora dei gap da colmare”, spiega Rita Clivio, “considerando le valutazioni dei clienti relativamente basse. Parliamo, al momento, di consumi low cost, che riguardano beverage e snack, con spese ridotte per singola visita”, ma pur sempre significative su base mensile “dato che le visite sono frequenti”. Basti pensare che, come riporta l’indagine, “parametrato alla spesa media mensile fuori casa, il totale di questi consumi low cost è quasi la metà”.

Dall’indagine sono emersi diversi trend interessanti, utili per valutare e migliorare le opportunità di business del settore. “È diventato sempre più importante”, spiega Rita Clivio, “considerare un approccio omnichannel al cliente, con il digital che risulta un di più che si può fornire al cliente, mentre un altro punto importante riguarda i social network, orientati sempre più verso una comunicazione bottom up, con gli stessi clienti che si fanno promotori del locale e della sua storytelling, mentre un altro trend importante è il delivery, inteso sia come un asporto dei prodotti Food&beverage del locale, sia nel senso del locale che diventa luogo di consegna”.  

“Fondamentale la considerazione della customer experience”, spiega ancora la rappresentante di TradeLab, “quanto sia importante lo si capisce dalla storia di Sisal, ma ancora di più oggi, quando l’esperienza fuori casa diventa ancora più centrale e unica, dopo il lockdown, con l’opportunità di far vivere al consumatore un’esperienza unica”.

Altri valori, presentati da Rita Clivio nella parte finale della presentezione della ricerca, assumono dei connotati ancora nuovi, come i temi della sostenibilità, dell’italianità e del benessere. Importante la creazione di partnership in ottica di filiera, ma anche curare la profittabilità, l’attenzione alla spesa, che tradotto significa spendere meglio, in modo oculato. Occorre “porre attenzione all'efficientamento di tutta la proposta e anche all’analisi competitiva di quella che può essere l’offerta”. E infine il tema dello spazio: “sempre più il cliente chiede un spazio clean e clear, ampio, pulito, luminoso ma anche funzionale, che si traduce per il locale in un nuovo design”.

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