Anj: cresce l’interesse dei giovani per il gioco, oltre il 42% ha giocato nell’ultimo anno
L’indagine di Anj evidenzia l’aumento della partecipazione tra i minorenni e il ruolo centrale di famiglia e pubblicità nell’accesso al gioco.
Il gioco pubblico continua ad attirare l’interesse dei più giovani in Francia. Da quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine Enjeu-Mineurs – condotta dall’Associazione per la ricerca e la prevenzione degli eccessi nel gioco, con il sostegno dell’Anj, su un campione di 5.000 ragazzi tra i 15 e i 17 anni – nel 2025 il 42,6 per cento dei minorenni dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Si tratta di un incremento di 7,8 punti percentuali rispetto al 2021 (34,8 per cento).
La partecipazione risulta più marcata tra i ragazzi (45,5 per cento) rispetto alle ragazze (39,6 per cento), confermando un interesse trasversale ma con una maggiore incidenza maschile.
GRATTA E VINCI E GIOCHI DI ESTRAZIONE – A sostenere l’aumento sono soprattutto i giochi tradizionali acquistati nei punti vendita fisici. Il 34,3 per cento dei giovani dichiara di aver giocato ai gratta e vinci (contro il 27,3 per cento nel 2021), mentre il 20 per cento ha partecipato a giochi di estrazione (16,9 per cento nel 2021). Anche le scommesse sportive registrano una crescita, passando dall’9,9 per cento all’11,4 per cento.
L’indagine evidenzia che molti biglietti gratta e vinci vengono acquistati nei punti vendita dai genitori, a conferma del ruolo centrale della famiglia nell’accesso al gioco. Più contenuta invece la crescita del gioco esclusivamente online, che passa dal 3,9 per cento al 5,5 per cento, così come le modalità miste (dal 13,5 per cento al 14,9 per cento).
Oltre al numero di giovani coinvolti, cresce anche l’intensità della partecipazione. La quota di chi gioca almeno una volta a settimana sale dall’8,9 al 12,1 per cento, mentre chi gioca da una a tre volte al mese passa dal 10,8 al 14,2 per cento.
In aumento anche la spesa media dichiarata: la mediana per singola giocata passa da 6 a 10 euro. Il 17,2 per cento dei giovani giocatori afferma di spendere tra 15 e 20 euro a sessione, mentre il 19,7 per cento supera i 20 euro (in netto aumento rispetto al 2021).
FAMIGLIA E PUBBLICITÀ: CANALI CHIAVE DI ACCESSO – Il 65 per cento dei giovani giocatori dichiara di aver avuto accesso ai giochi nei punti vendita tramite i genitori. Inoltre, il 36,9 per cento utilizza il conto online di mamma o papà con il loro consenso, mentre il 26,4 per cento ha creato un account personale con supporto familiare. Complessivamente, circa un terzo accede direttamente ai giochi, mentre quasi due terzi lo fanno attraverso il proprio entourage familiare.
Forte anche l’esposizione pubblicitaria: il 78,8 per cento dei ragazzi tra 15 e 17 anni dichiara di aver visto pubblicità sul gioco, percentuale che sale all’85,1 per cento tra i giocatori. I media tradizionali restano il principale canale (50,2 per cento), seguiti dai social network (43,8 per cento) e dai punti vendita (39,6 per cento). Rilevante anche il ruolo degli influencer, che raggiungono tre giovani giocatori su dieci.
ATTENZIONE ALLA PREVENZIONE – Per la prima volta, l’indagine ha approfondito anche l’atteggiamento dei giovani nei confronti del gioco, evidenziando come una parte significativa dei ragazzi mantenga uno sguardo prudente e consapevole, anche in un contesto di crescente interesse verso queste attività.
Lo studio segnala la presenza di alcune situazioni che meritano attenzione, pur in un quadro complessivamente stabile rispetto alla precedente rilevazione. Un elemento che rafforza l’importanza di continuare a investire in informazione, educazione e strumenti di prevenzione, così da favorire un approccio equilibrato e responsabile al gioco.
L’evoluzione del mercato e delle abitudini digitali conferma infatti un settore dinamico e in trasformazione, sempre più vicino alle nuove generazioni, dove intrattenimento e tutela possono procedere di pari passo grazie a regole chiare e a una comunicazione efficace.