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SuperEnalotto, Sts-Fit vince in Corte d’Appello: 'Canoni non dovuti'

La Corte di Appello conferma sentenza di I grado, riconoscendo parziale nullità dell’art. 8 del contratto per gestione del Superenalotto e che i canoni imposti da Sisal 'erano nella quasi totalità non dovuti'.

 

È stata pubblicata la sentenza con cui la Corte di Appello di Milano si è pronunciata sull’appello proposto da Sisal Spa in merito alla causa intentata nel 2014 da Giovanni Baglivo, allora presidente nazionale del Sindacato totoricevitori sportivi, con il supporto della Federazione italiana tabaccai.

La Corte di Appello ha confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo la parziale nullità dell’art. 8 del contratto per la gestione e la raccolta dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, ossia il Superenalotto e gli altri giochi appartenenti alla medesima categoria.

 

“Si tratta di una sentenza molto importante – ha dichiarato il presidente nazionale della Federazione italiana tabaccai, Giovanni Risso – che conferma che i canoni imposti da Sisal erano nella quasi totalità non dovuti”.
“Tengo a precisare che i canoni in questione sono esclusivamente quelli riferibili al contratto dei punti vendita sottoscritti in vigenza della precedente concessione”, ha specificato Risso.
 
 
“Sebbene riferita ad un caso specifico – ha aggiunto Giorgio Pastorino, presidente nazionale Sts - la sentenza costituisce un significativo ed importante precedente e per questo stiamo lavorando per intraprendere un’azione che possa coinvolgere tutti i tabaccai interessati che in passato sono stati chiamati a corrispondere quanto non dovuto. Per tale ragione invitiamo tutti gli interessati a non intraprendere singole iniziative”.
 
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