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Lotterie, VI commissione Senato: 'Renderle appetibili per associazioni'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Via libera della commissione Finanze del Senato al decreto Lotterie, osservazioni su pubblicità e strumenti per renderle di nuovo appetibili per le associazioni.

Diversamente da quanto avvenuto alla Camera, dove c'è stato un breve dibattito e nessuna osservazione, il parere favorevole della commissione Finanze del Senato allo Schema di decreto ministeriale per l'individuazione delle manifestazioni da abbinare alle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2021 (che individua anche per quest'anno la sola Lotteria Italia) è stato preceduto da una lunga disamina e contiene dei rilievi.

Nel parere approvato, vengono infatti espresse queste osservazioni: "attesa la necessaria azione di pubblicità, anche sui canali televisivi, in assenza della quale il successo della lotteria nazionale è fortemente a rischio, si ribadisce l’opportunità che i messaggi pubblicitari non siano trasmessi negli orari coincidenti con le fasce protette o indirizzati a minori e soggetti più fragili" e "si sollecita il Ministero dell’economia e le Agenzie delle dogane e dei monopoli ad individuare strumenti e tipologie di lotterie ad estrazione differita che possano tornare ad essere appetibili per organizzazioni e associazioni in grado di reperire risorse aggiuntive per le attività nel campo sociale, culturale e sportivo".

Il parere approvato è differente da quello che era stato proposto dal relatore Enrico Montani (Lega) e nel quale, in premessa, si ribadiva "la forte preoccupazione per l’affievolirsi della capacità di contrasto della diffusione del gioco illegale, oggettivamente favorito anche dalla forzata chiusura dei punti di raccolta delle scommesse nel corso dell’anno 2020".

 

IL DIBATTITO - Nel dibattito che ha preceduto il voto del parere, il senatore del gruppo Misto Mattia Crucioli "che pur considerando la lotteria a estrazione differita poco pericolosa per la ludopatia e anche testimonianza di una tradizione familiare", lamenta "il mancato riferimento al tema etico e morale del ruolo dello Stato nella
diffusione del gioco d’azzardo, le cui gravi conseguenze economiche e sociali sono sempre più evidenti".

Da parte sua il senatore Mino Taricco (Pd) sottolinea che "da anni lo Stato si trova nella situazione di dover conciliare l’esigenza di tutelare un settore che porta ingente gettito per l’Erario con la presa in carico e la cura dei cittadini colpiti da ludopatia" e invita dunque "ad un approfondimento sul nesso tra gioco legale e gioco illegale (ad una diminuzione del primo corrisponde un aumento del secondo) così come sulla necessità di una più attenta regolamentazione del settore per combattere le dipendenze patologiche". Il senatore ritiene inoltre "positiva" l'"esperienza della regione Piemonte nel combattere il fenomeno della ludopatia".

Mauro Maria Marino (Iv-Psi) rileva che "la Lotteria Italia rientra tra i giochi a estrazione differita, quindi non alimenta la compulsività che rappresenta una delle caratteristiche della ludopatia, e fa parte di una storica tradizione".

Elio Lannutti (Misto) sollecita invece "il varo di un testo unico in materia volto a separare la nozione di gioco d’azzardo dal gioco legale e l’impegno del Parlamento per combattere la ludopatia".

A esprimere "perplessità sulla formulazione del parere con riferimento alla premessa che collega l’aumento della diffusione del gioco illegale alla chiusura dei punti di raccolta delle scommesse a causa della pandemia" è il senatore Stanislao Di Piazza (M5S), che ritiene che "una simile affermazione non corrisponda alla realtà e chiede quindi che venga riformulata, in mancanza della quale non potrà esserci il voto favorevole".

 

Marco Persino (Forza Italia) ritiene "possibile, nel tentativo di conciliare le diverse esigenze, modificare la parte di parere indicata dal senatore Di Piazza, che purtuttavia considera corretta" e convidive "la sollecitazione del senatore Lannutti quanto alla lotta alla ludopatia", segnalando "la scarsa efficacia di alcune norme volte a limitare il gioco d’azzardo, in quanto facilmente aggirabili spostandosi da un punto all’altro del territorio nazionale". Ma "l’atto del Governo in esame riguarda la Lotteria Italia, una tipologia di gioco molto diffusa in passato e che rappresenta una tradizione che non può, per le sue caratteristiche proprie, favorire la ludopatia, come invece fanno altre forme di gioco, disponibili sempre, in qualsiasi luogo. A fronte comunque del dibattito che si è sviluppato" considera "importante sottolineare il ruolo del settore del gioco legale".

Andrea De Bertoldi (FdI) si dice invece disponibile "ad esprimere un voto favorevole a condizione che il parere non venga modificato, in quanto è indispensabile esaltare il ruolo e l’importanza del settore del gioco legale – anche nella lotta alla ludopatia, visto che obbliga i giocatori al rispetto delle regole –, che garantisce ingenti entrate per le casse dello Stato e occupa decine di migliaia di lavoratori". Contesta quindi "la decisione degli ultimi due Governi di chiudere i punti gioco, evidenziando una scarsa attenzione per molte aziende ormai in grave difficoltà, che pure, per le caratteristiche dei locali, potrebbero garantire il distanziamento sociale".

 

A richiamare i colleghi al contenuto dell’Atto del Governo in esame, che riguarda la Lotteria Italia, è la senatrice del M5S Laura Bottici, che propone di "di eliminare le premesse dal parere, rinviando la materia più ampia del gioco ad altra sede".

Così viene fatto, e il nuovo parere viene approvato con l'astensione del senatore Crucioli e il voto contrario di De Bertoldi, "dato che la nuova proposta di parere non esprime alcun sostegno alle forme di gioco legale.

 

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