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Gioco e occupazione, Barbieri: 'Fipe non rappresenta il bingo'

Secondo il presidente di Ascob Barbieri, l'ipotesi di accordo di lavoro sulle Gaming Hall non può essere firmato da Fipe e dalle associazioni che non rappresentano il bingo.

"Sul contratto di lavoro per le sale bingo raggiunto in Fipe, apprendo dagli organi di stampa di una ipotesi di accordo nazionale per la disciplina dei lavoratori dipendenti delle Gaming Hall, così è stato denominato questo presunto contratto nazionale, stipulato a iniziativa di Fipe con i sindacati del settore pubblici esercizi".

Salvatore Barbieri, presidente Ascob, commenta la notizia sull'ipotesi di accordo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro degli occupati nelle Gaming Hall e, dove prevista, nell’attività di bingo, siglato il 15 maggio scorso, tra la Fipe e la Filcams-Cgil, la Fisiscat-Cisl, la UilTucs.
 
"Intanto - continua Barbieri - osservo che non risulta che Fipe abbia la rappresentanza del mondo del bingo, tanto per intenderci delle associazioni di categoria rappresentative del settore. Ma il contratto è stato firmato dai rappresentanti di alcune aziende che rappresentano le sale bingo.
 
Ho visto le firme apposte sul documento e constato che si parla di una delegazione senza alcun riferimento a quali sarebbero le associazioni di categoria che avrebbero conferito la delega.
 
Per quanto ne so, non credo possibile che i firmatari, che sono dipendenti di grandi società multinazionali, possano sostituirsi alle associazioni di categoria.
 
Aggiungo che alcune aziende firmatarie di quell’ipotesi di accordo sono tuttora iscritte ad Ascob, associazione che, insieme ad Anib, risulta come firmataria dell’unico contratto nazionale di settore per le sale Bingo e neppure mi risulta che le aziende firmatarie siano iscritte a Fipe, almeno fino a ieri.
 
A questo punto mi chiedo che valore possa avere un accordo firmato da chi non ha senza rappresentanza datoriale.
 
Quanto al merito, evidenzio - spiega ancora Barbieri - che Fipe non ha mai fatto anche un solo straccio di dichiarazione pubblica per contestare le leggi regionali e le ordinanze comunali che hanno messo in ginocchio le sale Bingo-Gaming Hall.
 
Ed è questo il vero motivo per il quale Ascob, qualche hanno fa, ha lasciato Fipe, qualcuno deve avere la memoria corta.
 
Il contratto porta anche la firma del presidente di Federbingo: bisognerebbe chiedere a Italo Marcotti, se l’associazione che rappresenta ha lasciato Sistema Gioco Italia aderente a Confindustria e si è iscritta a Fipe. Se cosi non fosse, sarebbe la prima volta che un accordo contrattuale di Fipe verrebbe firmato da un membro di Confindustria, per cui gli industriali diventerebbero anche esercenti. Ma ormai in Italia è possibile di tutto.
 
Tranne una modesta riclassificazione del personale, novità sicuramente importante, non vi è nulla di nuovo rispetto al vecchio contratto. La cosa che più salta all’occhio è che si fanno salve le intese aziendali sottoscritte prima della firma dell’accordo".

 

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