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Bizzarri (Adm): 'Bingo, garantita sicurezza per i giocatori'

  • Scritto da Redazione

Gli interventi dei rappresentanti di Adm, Anci e Fiscascat Cisl alla presentazione del Rapporto Eurispes sui rischi e le prospettive del settore del bingo.

“Le concessioni per il bingo, come per gli altri comparti del gioco, vengono assegnate tramite una gara pubblica che ha principi di forte selezione ed analisi dei requisiti che non sono riscontrabili in tutti i settori pubblici. Ciò nonostante il gioco viene percepito con un profilo di negatività”.


Lo ha detto Andrea Bizzarri, dirigente dell'Ufficio bingo dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, intervenuto alla presentazione del rapporto “Il bingo nella crisi del gioco legale in Italia: rischi e prospettive dell’offerta più 'social' della galassia gioco”, stilato dall'Osservatorio giochi, legalità e patologie dell’Eurispes, oggi, 9 luglio.


“Il bingo nella sua strutturazione in gaming hall in ambienti chiusi e controllati è caratterizzato da peculiarità che garantiscono un gioco sicuro e i giocatori.
È vero che in questo momento il bingo ha delle difficoltà oggettive rispetto all'operatività quotidiana, dopo la chiusura per tutti questi mesi e la calendarizzazione delle riaperture, oltre all'applicazione delle misure anti Covid, che ha portato alla diminuzione del numero delle partite dei giocatori, fatto che incide sulla raccolta delle singole sale”, rimarca Bizzarri.
 
Il dirigente dell'Ufficio bingo dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli quindi tocca il tema del riordino del gioco legale. “Non nasce oggi, il primo tentativo di un testo unico è stato fatto nel 2013 con il Dl Balduzzi, poi negli anni seguenti c'è stata un stratificazione delle norme sul gioco di volta in volta integrate da interventi ragionati sul singolo profilo ma che oggi presentano problemi di organicità, considerando che i contesti sono mutati nel corso del tempo”.
 
FAGGIANI (ANCI): "RIVEDERE TASSAZIONE E AVVIARE RIORDINO" - La presentazione ha visto anche l'intervento di Domenico Faggiani, responsabile del Coordinamento Anci sulle problematiche del gioco. “Servono risorse per il trattamento del disturbo integrato – visto che il gioco si associa spesso ad altre dipendenze - e per i Comuni, affinché possano svolgere il loro ruolo di tutela della salute e assicurare l'attività di controllo delle polizie locali.
Andrebbe rivisto il sistema di tassazione, che non è più sostenibile per alcuni settori, poi è necessaria una maggiore collaborazione fra Adm e le forze dell'ordine: in questo senso è molto positiva la recente istituzione del Comitato per il contrasto al gioco illegale e la tutela dei minori; auspico che voglia coinvolgere da subito gli enti locali attraverso le loro istituzioni.
Quanto al riordino del settore, andrebbe fatto in tempi rapidissimi: c'è l'intesa in Conferenza unificata del 2017, quindi non si deve ripartire da zero. Molte Regioni però non ne hanno tenuto conto, e le loro
fughe in avanti ha bloccato l'iter che partiva dall'intesa, che era un punto di partenza e non di arrivo.
Un accordo oggi richiamato in causa, ma a suo tempo attaccato da alcune associazioni di rappresentanza del gioco”.
 
 
CEOTTO (FISASCAT): "PROBABILI TAGLI A SALE E OCCUPATI" - Sul fronte sindacale a parlare è Mirco Ceotto, segretario nazionale organizzativo Fisascat Cisl. “Il settore del bingo, direttamente e indirettamente, impiega 10-12mila persone con diverse mansioni e contratti. Persone che svolgono un lavoro molto intenso, è che con la diminuzione degli orari di apertura e la riduzione dei dipendenti hanno visto un accorpamento delle loro mansioni e anche un taglio del reddito. Un'altra questione è l'effetto della limitazione degli ingressi attraverso la messa in opera dei distanziometri e delle fasce orarie: non è detto che la flessione del numero dei giocatori sia proporzionale a quella delle possibilità di gioco, non è scontato perché chi gioca si sposta, anche verso luoghi di gioco illegale. Più che ai distanziometri, dovremmo pensare a gestire il controllo del gioco con sistemi che non 'mortifichino' il gioco e consentano ai giocatori di continuare a giocare legalmente. Serve un ragionamento normativo che possa dare organicità al settore del gioco affinché sia controllato, protetto e non abbia norme in contraddizione fra livello nazionale e territoriale”. Ceotto poi si sofferma sull'emergenza Covid e sul contraccolpo occupazionale. “Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, abbiamo esaurito le settimane previste dal Governo, di fatto le sale - quasi tutte - sono state chiuse per 18 settimane, ora molte chiedono di proseguire la Cig anche per i prossimi mesi, in certi casi fino a dicembre. In queste settimane non c'è stata e non c'è ancora una ripresa importante del settore. Le 198 sale nazionali saranno oggetto di ridimensionamento, con ovvie conseguenze sui livelli occupazionali”.
 
 

 

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