Camera: Pdl Cnel con nuove misure sociali, anche sul Gap
Una proposta di legge del Consiglio nazionale dell’economia del lavoro introduce nel sistema dei servizi sociali novità anche inerenti il contrasto del gioco patologico.
“Nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, lo Stato promuove intese… riservando, altresì, particolare attenzione al contrasto dei fenomeni del gioco patologico e dell’isolamento sociale.”
E’ quanto si legge nella a proposta di legge d’iniziativa del Consiglio nazionale dell’economia del lavoro, pubblicata alla Camera. L’obiettivo generale della Pdl è l’aggiornamento della legge quadro sui servizi sociali. Il testo, in particolare, punta a rendere più efficiente l’azione amministrativa verso i cittadini più fragili. Lo fa con una riforma che interviene su ventiquattro articoli per adeguare le norme alle nuove esigenze della società.
Viene introdotta la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, chiamati Leps. Il provvedimento stabilisce anche la creazione di un Fondo unico nazionale per le politiche sociali. In questo contesto, il legislatore dedica una specifica attenzione alla prevenzione delle dipendenze comportamentali rafforzando il coinvolgimento del Terzo settore e delle parti sociali.
IL CONTRASTO AL GIOCO PATOLOGICO NELLA RIFORMA
Il testo interviene in modo specifico sulla presa in carico delle persone con dipendenze comportamentali. L’articolo 21 della proposta modifica infatti l’ordinamento dei servizi sociali a livello nazionale. La legge prevede ora esplicitamente “interventi per il contrasto del gioco patologico e dell’isolamento sociale” che rientrano nel sistema integrato di prestazioni garantite dallo Stato.
Il legislatore promuove un approccio multidisciplinare per favorire l’inclusione della persona. La tutela della salute pubblica si integra così con le politiche attive di sostegno sociale. Il coordinamento tra Comuni e Aziende sanitarie sarà fondamentale per l’efficacia delle cure. Si punta a ridurre la vulnerabilità dei soggetti esposti a rischi di marginalità.
RISORSE E NUOVE REGOLE PER IL SISTEMA INTEGRATO
La riforma stabilisce criteri per il finanziamento dei nuovi servizi di assistenza. Le risorse del nuovo Fondo unico saranno trasferite direttamente agli ambiti territoriali sociali.
Saranno previste anche forme di monitoraggio e verifica dei risultati ottenuti. I Comuni potranno adottare misure agevolative per l’accesso ai servizi sociali. Viene inoltre creato il fascicolo sociale e lavorativo del cittadino per la condivisione dei dati. Questo strumento digitale permetterà di seguire meglio il percorso di cura dei pazienti.
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