Casinò di Saint-Vincent: lo studio sulla privatizzazione resta ‘in corso’

Scritto da Daniele

Scontro nel consiglio regionale valdostano tra il governatore Testolin, che rassicura sul completamento dello studio per la gestione futura del Casinò de la Vallée, e Zucchi (FdI) che sottolinea mancanza di date certe e il silenzi.

“Non sono particolarmente soddisfatto della sua risposta perché mi sarei aspettato che le domande fossero logicamente improntate ad ottenere delle date o quantomeno delle intenzioni che non fossero solamente un rimando di vere intenzioni”.

Con queste parole il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha replicato alla risposta del presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, in merito al futuro assetto gestionale del Casinò de la Vallée.

Al centro del dibattito consiliare vi era l’interrogazione presentata congiuntamente dai gruppi Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, volta a conoscere lo stato di avanzamento dellostudio affidato a Finaostaper valutare possibili percorsi di privatizzazione della Casa da gioco e del complesso alberghiero Billia.

TESTOLIN: “STUDIO IN FASE DI ULTIMAZIONE” – Il presidente Renzo Testolin ha risposto ai quesiti dell’opposizione confermando che l’iter è tuttora aperto. “In riferimento alle domande poste, segnaliamo che lo studio è in fase di completamento da parte della società incaricata da Finaosta“, ha spiegato il governatore in aula. Secondo Testolin, questo documento tecnico rappresenta la base necessaria per il passaggio successivo: “Questo studio permetterà di effettuare le valutazioni politiche opportune da adottare per la gestione futura della casa da gioco e dell’hotel Billia”.

Il presidente ha inoltre assicurato che il confronto non resterà confinato nelle stanze della maggioranza, precisando che “il dibattito, a tempo debito, sarà ovviamente portato avanti anche nella commissione consiliare competente”.

ZUCCHI (FDI): “UNA TELA DI PENELOPE” – La risposta di Testolin non ha però convinto il consigliere Zucchi, che ha lamentato una mancanza di trasparenza e di tempistiche certe. “Io non riesco a comprendere il senso delle sue risposte”, ha incalzato l’esponente di FdI, sottolineando come l’opposizione si senta esclusa da informazioni già in possesso della maggioranza.

Zucchi ha paragonato l’eterno susseguirsi di consulenze a un mito classico, sottolineando che “qui siamo di nuovo in altri campi come la tela di Penelope, si affidano degli studi tanto per farli e poi dopo di questi studi non si vede mai la fine“. Il consigliere ha poi definito la risposta del governatore “molto labile”, evidenziando come non siano stati tracciati dei termini temporali precisi.

Infine, Zucchi ha posto l’accento sulla necessità di una scelta politica netta, indipendentemente dalle vicende giudiziarie che interessano la casa da gioco: “Un conto è l’indagine in corso che dovrà fare il proprio percorso, ma un altro conto è il punto politico, che quello invece ci attiene, ed è quello di decidere se e in quale misura andare verso un’eventuale privatizzazione”