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Casinò, tra riordino e moniti della Corte costituzionale

18 luglio 2022 - 08:49

Crisi di governo permettendo, è tempo di riordinare la normativa dei casinò, dando anche ascolto agli appelli della Corte costituzionale.

Scritto da Mauro Natta

Forse se ne riparla ed era anche ora. Che i casinò sono da decenni senza una specifica legge non è una novità; è sufficiente ricordare che la Corte costituzionale ha invitato il Parlamento a predisporre una legge organica sulle case da gioco, e non una sola volta a datare dal 1985 con i pronunciamenti n. 152/85, n. 291/01 e n. 438/02.
Ho avuto occasione, occupandomi di case da gioco in argomento fiscale, del lavoro e della previdenza per i dipendenti tecnici, di prendere visione del Dpr n.640 del 26.10.1972 dove viene istituita l’imposta sugli spettacoli sui biglietti di ingressi alle case da gioco.

Durante la XVII legislatura, mi pare nel 2018, al Senato della Repubblica era stato presentato il disegno di legge n. 2895 in tema di istituzione nuove case da gioco in Italia.
Avendo a disposizione il disegno di legge n. 1185 della 16°legislatura, elenco gli argomenti trattati che sono spesso compresi anche negli altri numerosi progetti e disegni di legge presentati, mi pare, nel 1992.
Finalità della legge, istituzione di nuove case da gioco, costituzione e gestione, capitolato generale, regolamento di attuazione, proventi derivanti dalla pratica del gioco d’azzardo, direzione centrale per il controllo delle case da gioco e nucleo speciale di polizia, case da gioco in attività, disposizioni comuni e sanzioni amministrative. Qualche progetto e/o disegno di legge prevedeva anche l’apertura di casinò sulle navi.

Mi permetto citare una sentenza della Corte costituzionale, la n. 185 del 2004 affermante che solo lo Stato ha il potere di istituire nuove case da gioco.
Sicuramente le case da gioco esistenti sono state istituite secondo le modalità del tempo e con una deroga espressa alle norme del codice penale relative al gioco d’azzardo.
Anche per le eventuali nuove si rende obbligatoria la citata procedura.
Non riesco a comprendere, molto probabilmente in quanto si entra in un campo dove non sono per nulla esperto, anzi quasi completamente digiuno, per quale motivo il Dpr n. 640/72 prevede una imposta sugli ingressi al casinò e per questi non esiste ancora una legge organica così come la Suprema Corte ha caldeggiato.
La sola comprensibilità mi deriva dall’esistenza dei decreti che, a datare dal 1927, hanno consentito l’apertura delle case da gioco oggi esistenti nel Paese e, forse, è proprio così.

Tra gli argomenti trattati, nel disegno di legge citato, all’art. 5 “regolamento di attuazione” non posso che condividere la lett.e) le modalità di svolgimento delle operazioni di cambio assegni e di anticipazione nella casa da gioco, riconoscendo alla stessa, in deroga all’art. 1933 del codice civile, la possibilità di esercitare l’azione di recupero dei crediti di gioco.
Aggiungo, mi sia permesso, poiché rientrano nel campo delle obbligazioni naturali.

Allo stesso tempo riconosco la validità dell’imposizione di cui al citato Dpr 640/72 pur in carenza della legislazione organica suggerita dalla Suprema Corte al Parlamento invitandolo a provvedervi.
Ci sono altre questioni che legiferando in materia di case da gioco Camera e Senato dovrebbero tenere in conto, probabilmente, ampliando la consultazione da ogni punto di vista possibile.

Chiaramente trattasi di un altro discorso, di un argomento da potersi, se del caso, prendere in considerazione. Ora c’è solo da chiedersi se il fisco ritiene, dati i tempi, privilegiare il ricavato del gioco online (l’un percento sulla differenza tra giocato e riscosso maggiorato delle eventuali imposte a carico dei concessionari) e la relativa occupazione o pensare, anche in previsione di situazioni migliori, all’istituzione eventuale di nuove case da gioco senza dimenticare nell’immediato di predisporre una legge nel senso di quanto indicato dalla Corte Costituzionale.

Chiaramente non ho la benché minima intenzione di parteggiare per l’una o l’altra soluzione, vedo una sola ed unica necessità per un settore che mi pare rappresenti un interesse rilevante in campo turistico.

 

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