Comitato Pattern 2026: salve le Oaks, tante le retrocessioni
Ecco le decisioni prese dal Comitato Pattern 2026 per il galoppo italiano, tante retrocessioni e il salvataggio ‘fuori dalle regole’ delle Oaks di Milano.
Com’è andata la riunione dell’European Pattern Committee tenutasi agli inizi di febbraio nella sede del ministero dell’Agricoltura?
A illustrare le decisioni prese dall’organismo tecnico del galoppo europeo è il sito ministeriale Grande ippica italiana.
Rimarcando innanzitutto che l’Epc ha rimosso “la procedura di infrazione dopo aver riscontrati i significativi progressi ottenuti dal Masaf in Italia in termini di regolarizzazione dei pagamenti e i miglioramenti nelle procedure amministrative che ora sono in linea con gli standard attesi”.
Inoltre, il chairman dell’Epc, Jason Morris, ha accolto con “grande soddisfazione l’impegno del Masaf per rivitalizzare e rilanciare le corse e l’allevamento in Italia, che includono il progetto di portare una corsa del calendario allo status di Gruppo 1. La dotazione del Gran Premio del Jocky Club, gruppo 2 di Milano in ottobre, è stata raddoppiata a 506mila euro e rappresenta il target per la potenziale promozione”.
Sono state approvate le proposte italiane che riguardavano il calendario 2026, ma ci sono stati anche diversi declassamenti, automatici e già previsti, salvando però le Oaks.
Nonostante un rating di 100,25 (invece del 104 previsto come standard) la classica femminile di Milano avrà ancora un altro anno di tempo: “Le Oaks in versione Gr2 nell’edizione 2026 dovranno raggiugere il rating che verrà comunicato con la ‘warning lette’ da Epc nelle prossime settimana”, rimarcano su Grande ippica italiana.
I DECLASSAMENTI – Ecco i downgrade sanciti dall’Epc.
“Dormello, Roma e Lydia Tesio scendono a gruppo 3. La prova per le 2 anni, vinta da Just Call Me Angel (100 di valore internazionale) si è fermata a 96,75 contro i 101 richiesti. Le due corse di Roma hanno totalizzato rispettivamente 108,25 e 102,50 contro i 110 e 106 richiesti,
Perdono lo status di Listed il Riva, il Repubbliche Marinare e il Botticelli, ma quest’ultimo viene ‘sostituito’ dall’Emanuele Filiberto, promosso a Listed in base ai rating ottenuti nelle ultime stagioni”, riporta il sito ministeriale.
IL CALENDARIO 2026 – In questo caso l’Epc ha “accolto con grande favore lo spostamento al 25 ottobre del Jockey Club con dotazione raddoppiata e l’abbinamento con la nuova versione del Premio Ribot, spostato a Milano e programmato sui 1400 metri in pista dritta per attrarre i reduci del Prix della Foret. Così come è stata accolta la richiesta di spostare al 1° maggio Parioli e Regina Elena”. Inoltre, come chiesto dall’Italia “il Federico Tesio diventa la ‘preparazione’ al Jockey Club il 3 ottobre, il Piazzale passa al 17 ottobre, Gran Criterium e Dormello sono programmati il 24 ottobre a completare il weekend ‘evento’ di San Siro, mentre il Champions Day di Roma passa all’8 novembre, il St. Leger al 14 e il Berardelli, in accordo con i tedeschi e nell’ottima di ottimizzare il calendario dei 2 anni sulla distanza, si sposta ad inizio dicembre.
Validati anche i cambi di data forzatamente previsti per le sfide di primavera programmate a Capannelle. Per il solo 2026 Parioli e Regina Elena verranno trasferiti a San Siro con data sempre fissata al 1° maggio e anche la super giornata del Derby, esattamente con lo stesso schema previsto a Capannelle, passa a Milano. Le modifiche della primavera prevedono anche il Circo Massimo sui 1800 di San Siro il 18 aprile come preparazione all’Ambrosiano e il Natale di Roma a 1500 metri a Firenze nel giorno dell’Arno, mentre il Signorino è stato “congelato” per la stagione in quanto non era possibile trovare una collocazione idonea se non con il rischio di compromettere la riuscita della corsa e di altre prove per le quali sarebbe diventato un ‘doppione’ sulla stessa pista”.