Ippodromo Capannelle senza gestore, le corse (forse a settembre)
Domina l’incertezza, e al momento l’unica possibilità di sopravvivenza dell’ippodromo Capannelle è affidata a Zetema, società partecipata da Roma Capitale. Per le corse se ne potrebbe riparlare a settembre.
Quella tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri, 16 febbraio, tra rappresentanti del Comune di Roma, delle categorie ippiche e dei sindacati sul futuro dell’ippodromo delle Capannelle stata definita “una delle riunioni più difficili e drammatiche” mai vissute in ambito ippico.
Domina l’incertezza, e al momento l’unica possibilità di sopravvivenza dell’impianto è affidata a Zetema, società partecipata al 100 percento da Roma Capitale a cui fanno capo numerosi beni artistici e culturali in ambito cittadino e nazionale, musei e biblioteche, aree archeologiche e monumentali. ma senza un cronoprogramma preciso sul “come” e “quando”, anche se il Comune ha assicurato che cercherà di rendere agibile nell’immediato il centro di allenamento, di garantire i servizi tecnici e conseguire i permessi mancanti per la struttura per permettere la ripartenza delle corse a settembre.
A questo punto, si attendono ulteriori dettagli “ufficiali” da parte del Comune di Roma, e anche il decreto del ministero dell’Agricoltura per la modifica del calendario di corse ippiche del 2026, con la ridistribuzione in altri impianti dei convegni previsti dal 27 marzo.
Sulla questione interviene il Siag – Sindacato italiano allenatori guidatori, con Roberto Faticoni, che auspica la realizzazione degli scenari prospettati dal Comune: “Solo facendo così si potrà pensare ancora ad un futuro per i nostri cavalli e per gli operatori romani del settore. Se ciò non accadesse si rischierebbe di mettere una pietra tombale sul nostro comparto .
Intanto la nostra associazione sta chiedendo un incontro al ministero insieme con i rappresentanti di proprietari, allenatori e guidatori, visto che fino a settembre appare certa la mancanza di corse a Capannelle. Vorremmo fare alcune proposte al Masaf, per trovare il modo di non penalizzare ancora le categorie romane con il recupero delle giornate di corse”.
Nuovo galoppo Italia invece è più critico: “Il Comune non è stato in grado di individuare un gestore e ha ribadito che il piano economico-finanziario non era sostenibile. Ma questo scenario nasce da scelte precise fatte a monte.
La prima impostazione del bando, pur non escludendo formalmente enti di promozione sportiva e federazioni, prevedeva come requisito l’aver avuto almeno tre contratti con il Ministero. Un criterio che ha quasi totalmente escluso questi soggetti, restringendo di fatto il campo alle sole società di corse.
Questo ha prodotto un effetto evidente: una competizione limitata, con una proposta – quella della Marsicana – che si è rivelata insostenibile sul piano economico. Il risultato è quello che oggi stiamo vivendo.
Oggi si parla di una possibile gestione Zetema, ma non appare una soluzione né immediata né semplice. I tempi si prospettano lunghi e complessi, e l’instabilità continua a crescere. Sentire affermare che “se si riuscirà sarà un miracolo” non è certo un segnale rassicurante per operatori e famiglie.
Sul bando europeo definitivo per Roma non c’è alcuna chiarezza. Da anni se ne parla, ma non esiste una tempistica certa. Senza un percorso rapido e strutturato, anche il futuro 2027 rischia seriamente di saltare.
La situazione è grave. Parliamo del futuro di centinaia di famiglie e di un intero comparto lasciato in una condizione di incertezza assoluta”.