Concordato Casinò Campione, Fiamma tricolore chiede chiarezza

Scritto da Francesca

La Fiamma tricolore di Como chiede ‘quali misure concrete siano state adottate per recuperare il gap tra fatturato previsto e fatturato realizzato’ al Casinò di Campione.

Subito dopo la pubblicazione della sesta relazione informativa sull’esecuzione del piano concordatario del Casinò di Campione redatta dai commissari giudiziali – professor Alessandro Danovi e l’avvocato Gianluca Minniti – e inviata al giudice delegato del Tribunale di Como – Sezione fallimentare, arrivano le prime critiche e richieste di chiarimenti.

A presentarle è la Fiamma tricolore di Como per voce del segretario organizzativo Carlo Russo: “Pur prendendo atto della valutazione conclusiva positiva circa la prognosi di adempimento della proposta concordataria, riteniamo doveroso evidenziare alcune criticità che emergono dalla stessa relazione.

In primo luogo, si rileva come l’andamento del fatturato sia dichiaratamente inferiore rispetto alle previsioni contenute nel piano omologato. Tale scostamento non appare marginale, ma strutturale, essendo attribuito sia alla mancata implementazione delle iniziative imprenditoriali finalizzate alla valorizzazione delle aree non destinate al gioco, sia a divergenze significative tra risultati attesi e gestione caratteristica effettiva.

In secondo luogo, la previsione di un possibile adempimento anticipato rispetto alle tempistiche del piano, pur auspicabile, appare fondata su una valutazione prospettica che dovrebbe essere accompagnata da indicatori economico-finanziari dettagliati, scenari alternativi e analisi dei rischi”.

La Fiamma tricolore di Como quindi chiede di chiarire “quali misure concrete siano state adottate per recuperare il gap tra fatturato previsto e fatturato realizzato; quali responsabilità gestionali abbiano inciso sulla mancata attuazione delle iniziative imprenditoriali previste; quali garanzie effettive sussistano affinché la liquidità generata sia realmente strutturale e non congiunturale”.

E infine una precisazione: “Il nostro intervento non intende in alcun modo mettere in discussione il ruolo e la funzione dei commissari ciudiziali, ma ribadire un principio fondamentale: quando si tratta di procedure concorsuali che coinvolgono lavoratori, creditori e territorio, la trasparenza, il rigore e la completezza informativa devono essere massimi”.