Convegno Riordino gioco, l’opposizione chiede ‘più dialogo, e attenzione al duopolio’

Scritto da Daniele

Nel corso del convegno sul Riordino del gioco fisico a Montecitorio gli esponenti di Pd e Avs criticano lo spacchettamento e sottolineano i rischi per la piccola impresa.

Quello che è mancato è l’ascolto del Governo, nel particolare dentro questo percorso di riforma con i principali rappresentanti dell’associazione d’impresa di questo settore”. A dirlo è Stefano Vaccari, esponente del Partito Democratico, nel suo intervento al convegno “Le nuove regole del gioco tra riordino e nuovi bandi”, oggi, 24 febbraio 2026, a Roma.

Nel suo intervento, Vaccari apre richiamando la necessità di un dialogo autentico tra istituzioni e operatori, sottolineando il mancato dialogo tra Governo e rappresentanti del settore ribadendo la posizione del suo gruppo e sottolineando che “serviva una riforma dal punto di vista di questo settore organica e non per pezzi”, criticando la scelta dell’esecutivo perché “se proseguite nella strada di spacchettare prima l’online e poi occuparvi del gioco fisico, i problemi emergono”. Un’impostazione che, secondo il deputato, rischia di compromettere “il settore produttivo di questo Paese che rischia di essere frantumato”.

Nel proseguire la sua analisi, Vaccari richiama esempi internazionali per evidenziare possibili alternative fiscali, ricordando che “l’Inghilterra ha deciso di passare dal 21 al 40 percento della tassazione sull’online producendo una maggiore entrata ma anche parificando un po’ di più l’online rispetto al gioco fisico”. Ha poi sollevato il tema della trasparenza dei dati, denunciando che “il regolamento adottato all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di fatto nega la concessione dei dati a chiunque per ragioni di privacy”, rendendo difficile comprendere la “distribuzione sul territorio” e l’impatto sociale del gioco. Vaccari ha concluso auspicando un lavoro comune tra le opposizioni, affermando che “questa modalità senza confronto e i contenuti di questa ipotesi di riforma ci trova assolutamente contrari e proveremo a lavorare anche in modo trasversale”.

Una posizione altrettanto critica è arrivata dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha dichiarato che “ogni tipo di duopolio o monopolio, almeno per quanto riguarda noi, ci vede contrari”. Borrelli ha espresso forte preoccupazione per l’ingresso di capitali esteri nel settore, affermando che “ci vede contrari l’idea che dei soggetti con gestioni e management esterni al nostro Paese possano aumentare notevolmente l’azione all’interno della nostra economia”, un processo che “può essere utile a incassare qualcosa subito, ma che in prospettiva desertifica il sistema di attività rodate nel tempo”. Il deputato ha poi evidenziato l’inefficacia di alcune norme territoriali alla luce delle tecnologie digitali, osservando che “qualcuno entra dentro la parrocchia o dentro al comune e gioca, quindi il distanziometro diventa una cosa di carattere estetico”.

In difesa della filiera nazionale, Borrelli richiama quindi il Governo alla coerenza, affermando, con riferimento alle multinazionali più “favorite” nella corsa alle nuove concessioni, che “non serve lo slogan ‘prima gli italiani’, perché qua gli italiani non ci saranno proprio più tra poco”. Ha aggiunto che “se noi riteniamo che la piccola e media impresa sia la spina dorsale del nostro Paese, questo vale anche in questo settore”, criticando l’ipotesi di innalzare le soglie di concentrazione del mercato perché “in prospettiva la desertificazione a cui porterai sarà molto maggiore”. Il suo intervento si è chiuso con un monito diretto all’esecutivo: “L’invito al Governo è di modificare o ritirare quello che sembrerebbe abbia pensato e abbia pensato male”.

Sulla stessa linea anche Antonio D’Alessio (Azione), che sottolinea il ruolo della politica come strumento di ascolto, sintesi e mediazione. “Il percorso parlamentare, del dialogo e del confronto, deve essere espletato fino in fondo – ha spiegato – altrimenti il provvedimento è monco perché manca il momento dell’ascolto”. Il deputato ha evidenziato l’evoluzione dello scenario ludico, oggi sempre più digitale e diffuso in contesti sociali e pubblici, richiedendo un approccio “a 360 gradi” che consideri le esigenze di operatori e cittadini. Azione chiederà quindi un percorso parlamentare completo, con audizioni e dibattito nelle commissioni e in aula, per definire una normativa equilibrata.