Corte costituzionale su gioco e sicurezza: la sentenza approda in Senato
Dopo il passaggio alla Camera la sentenza che richiama gli interventi nel settore del gioco clandestino è stata pubblicata in Senato, affidata alla commissione Affari costituzionali.
Pubblicato al Senato il testo della sentenza numero 20 del 2026 della Corte Costituzionale. La pronuncia, che incide sulle misure di sicurezza urbana, è stata affidata alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di palazzo Madama. Il passaggio avviene dopo che il provvedimento era già stato presentato alla Camera dei deputati per i medesimi adempimenti consultivi.
IL RIFERIMENTO ALLA LEGGE SCOMMESSE
La decisione della Corte richiama esplicitamente la normativa speciale dedicata al settore dei concorsi e delle scommesse. I giudici hanno stabilito che al cosiddetto Daspo antirissa devono applicarsi le garanzie previste dalla legge 13 dicembre 1989, n. 401. Tale norma è intitolata “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive”. La Consulta ha ritenuto indispensabile integrare queste tutele per proteggere la libertà personale dei cittadini.
LE CONSEGUENZE GIURIDICHE
L’illegittimità costituzionale riguarda l’articolo 13-bis del decreto-legge 14 del 2017 nella parte in cui non prevede la convalida del giudice per i provvedimenti del Questore. Per la Corte, la mancata applicazione delle disposizioni contenute nella legge sugli “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini” rendeva la misura eccessivamente afflittiva. Ogni restrizione dovrà essere trasmessa entro 48 ore al procuratore della Repubblica per la successiva convalida del Gip. Questo meccanismo garantisce che i provvedimenti amministrativi non si trasformino in una degradazione giuridica della persona.
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