Corte dei conti: gioco pubblico, concessioni e ricevitorie al centro dell’attenzione

Scritto da LP

Nella relazione 2025 della Corte dei conti, sotto la lente il rapporto tra Stato, concessionari e rete territoriale: continuità del servizio, responsabilità e tutela economica degli operatori

In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, svoltasi nella giornata del 24 febbraio, è stata illustrata la Relazione 2025 della Corte dei conti che dedica un’attenzione significativa al comparto del gioco pubblico, mettendo in evidenza i nodi strutturali di un settore che, pur essendo gestito da soggetti privati, conserva una marcata impronta pubblicistica. Il documento analizza in particolare il funzionamento del sistema concessorio, il ruolo dei concessionari e l’impatto dei disservizi sulla rete delle ricevitorie, con un focus giuridico ed economico sul cosiddetto danno da disservizio.

UN SERVIZIO DI RILIEVO PUBBLICO – Il gioco pubblico viene descritto come un’attività regolata in modo stringente, fondata su un modello concessorio attraverso il quale lo Stato affida a operatori selezionati la gestione delle reti e delle piattaforme tecnologiche. Questo assetto comporta un delicato equilibrio tra iniziativa privata e interesse pubblico: i concessionari, infatti, operano sul mercato ma sono vincolati da obblighi di continuità, corretto funzionamento dei sistemi e rispetto di standard tecnici e organizzativi stabiliti nelle convenzioni. La Relazione sottolinea come tale impostazione renda il servizio di gioco non assimilabile a una semplice attività commerciale, ma a un servizio di rilievo pubblico, in cui l’affidamento degli utenti e degli operatori economici assume una rilevanza centrale.

Nel documento emerge con forza la posizione dei concessionari, chiamati a garantire l’integrità e la stabilità dell’infrastruttura tecnologica che sostiene l’intero sistema. Il corretto funzionamento delle piattaforme, dei collegamenti telematici e dei sistemi di validazione delle giocate non è solo un obbligo contrattuale ma una componente essenziale del rapporto concessorio. Quando si verificano malfunzionamenti, sospensioni o interruzioni della rete, le ricadute non si limitano al piano tecnico ma si estendono alla sfera economica degli operatori collegati, aprendo la strada a possibili profili di responsabilità.

LE RICEVITORIE – Proprio su questo punto la Relazione 2025 dedica ampio spazio alle ricevitorie, individuate come l’anello terminale del sistema del gioco pubblico. Si tratta di operatori che, pur essendo formalmente legati ai concessionari da rapporti contrattuali, dipendono in modo quasi totale dall’efficienza delle infrastrutture centrali. La loro attività quotidiana è subordinata alla piena operatività dei sistemi telematici: un blocco della rete, anche temporaneo, può tradursi in una perdita immediata di raccolta e, in alcuni casi, in un danno reputazionale nei confronti della clientela. La Corte evidenzia come questa condizione di dipendenza tecnica renda particolarmente delicato il bilanciamento tra poteri del concessionario e tutela dell’operatore territoriale.

Il tema del danno da disservizio rappresenta uno degli snodi più rilevanti dell’analisi. La Relazione affronta il problema sotto il profilo dell’accertamento del nesso causale e della quantificazione del pregiudizio. Non ogni flessione della raccolta può essere automaticamente imputata a un malfunzionamento della rete; occorre distinguere tra fisiologiche oscillazioni del mercato e perdite direttamente riconducibili a un’interruzione del servizio. Tuttavia, quando il disservizio è accertato e imputabile alla gestione del concessionario, si pone il problema della responsabilità contrattuale e dell’eventuale risarcibilità del danno, sia in termini di lucro cessante sia, in casi particolari, di pregiudizio all’immagine commerciale della ricevitoria.

La Corte dei conti richiama implicitamente l’esigenza di rafforzare i meccanismi di prevenzione e controllo, affinché la continuità del servizio non resti un principio astratto ma si traduca in garanzie effettive per l’intera filiera. In un comparto caratterizzato da elevata regolazione e da un forte intreccio tra interessi pubblici e privati, la stabilità tecnica delle reti diventa un elemento imprescindibile non solo per la tutela dell’erario, ma anche per la sostenibilità economica degli operatori.

IN CONCLUSIONE – La Relazione 2025 offre così una fotografia approfondita di un settore in cui il modello concessorio resta il perno dell’architettura istituzionale, ma dove aumentano le tensioni legate alla gestione operativa e ai rapporti tra concessionari e rete distributiva. Per il mondo del gambling, il messaggio è chiaro: la continuità del servizio e la corretta gestione dei sistemi non rappresentano soltanto un requisito tecnico, bensì un presupposto giuridico ed economico fondamentale, sul quale si gioca l’equilibrio complessivo del gioco pubblico italiano.