Corte dei conti su crisi finanziarie dei Comuni: Campione d’Italia resta caso critico
La relazione della Corte dei conti presentata alla Camera evidenzia l’emergenza nazionale e il caso Campione d’Italia, ancora in dissesto dal 2018.
“Il caso più critico è indubbiamente quello di Campione d’Italia”. A riportarlo è la nuova relazione della Corte dei conti sulle crisi finanziarie dei Comuni italiani presentata al Parlamento. Si tratta di un documento che fotografa un fenomeno in crescita e mette in evidenza il caso più complesso del Paese, quello di Campione d’Italia, ancora in dissesto e al centro di un acceso confronto politico locale.
UN QUADRO NAZIONALE SEMPRE PIÙ CRITICO
Secondo il documento, che riporta “i casi del 2024, il primo semestre del 2025, la variazione dello stock e le procedure attive”, i Comuni italiani registrano circa sessanta nuovi dissesti all’anno dal 2012. La distribuzione è fortemente sbilanciata verso Sicilia, Calabria e Campania, mentre nel resto del Sud la situazione appare più contenuta e al Centro spicca il Lazio. Al Nord l’incidenza è marginale, ma coinvolge comunque realtà significative come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese. A fine 2024 risultano attivate 1383 procedure tra dissesti e riequilibri, con 487 ancora aperte, pari al 6,1 percento dei Comuni italiani, una platea che rappresenta quasi otto milioni di abitanti e oltre otto miliardi di euro di debiti.
NORME INADEGUATE E NECESSITÀ DI RIFORMA
La Corte dei conti segnala che l’attuale impianto normativo del Tuel non è più adeguato. I “Patti con il Governo”, introdotti nel biennio 2021–2022, stanno dando risultati positivi nei contesti più complessi come Venezia, Torino, Salerno e Genova, ma serve comunque una riforma organica. La magistratura contabile indica inoltre la necessità di strumenti predittivi basati su algoritmi e intelligenza artificiale, come il progetto MoDì, sviluppato per individuare tempestivamente segnali di squilibrio finanziario.
CAMPIONE D’ITALIA: IL CASO PIÙ GRAVE DEL PAESE
All’interno di questo quadro, Campione d’Italia emerge come il caso più grave del Paese, unico comune italiano con tre tentativi di riequilibrio e un dissesto ancora aperto. La relazione ricostruisce una sequenza senza precedenti, che comprende la procedura di riequilibrio triennale avviata nel 2012 e conclusa nel 2016, la nuova procedura del 2018 fallita nello stesso anno e sfociata nel dissesto tuttora aperto, e la terza procedura del 2021 dichiarata inammissibile dalle Sezioni Riunite perché presentata in presenza del dissesto.
IL CONFRONTO CON GLI ALTRI COMUNI
Campione è quindi l’unico Comune italiano con un dissesto attivo da otto anni, affiancato solo da piccoli centri come Cerreto Lomellina, Foppolo e San Daniele Po. “Delle 34 procedure di riequilibrio attivate“, si legge nel documento presentato al Parlamento, “15 risultano chiuse (8 in anticipo sui tempi originariamente stabiliti, 5 nei tempi prefissati e 2 per fusione dei Comuni originari); 4 finite in dissesto397 , 1 dichiarata inammissibile (Campione 2021) e 13 attive al 31 dicembre 2024, oltre ad un ritiro in autotutela.”
UN DIBATTITO POLITICO ANCORA ACCESO
La pubblicazione della relazione arriva in un momento di forte tensione politica a Campione. Nei giorni scorsi si è registrato un nuovo botta e risposta tra amministrazione comunale e opposizione, in particolare con il gruppo Campione 2.0, che denuncia ritardi, criticità gestionali e mancanza di trasparenza sul percorso di risanamento. La relazione della Corte dei conti conferma la gravità della situazione e la complessità del percorso ancora da compiere, con il dissesto del 2018 non ancora chiuso e il Comune che resta uno dei pochi in Italia a non aver completato il processo di risanamento.