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Luigi Magistro 'atteso' da Equitalia: per Dogane e Monopoli una possibile riforma strutturale

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Una partita tutta da giocare dove il coach in questione è il titolare del Dicastero dell'Economia, Pier Carlo Padoan: è quella delle nomine delle Agenzie fiscali e degli altri organi governativi che rimangono da rimpiazzare. Dopo la nomina di Rossella Orlandi a direttore dell'Agenzia dell'Entrate, (prima donna a ricoprire un incarico di cotanto rilievo, tra l'altro, nel nostro paese), nonostante il suo nome non fosse stato avanzato dal ministro, che aveva invece proposto l'ex finanziere Marco Di Capua, ex finanziere, rimane da assegnare la presidenza di Equitalia. Dove, anche qui, si fa il nome di un altro ex finanziere: ovvero, l'attuale vice direttore delle Dogane Luigi Magistro, il numero uno dell'Area Monopoli e referente principale per il comparto giochi, già entrato a far parte del Cda di Equitalia, dove una riorganizzazione generale dell'azienda dovrebbe portare alla assegnazione di nuovi incarichi portando proprio lui sulla poltrona più importante. Una voce che circola da tempo negli ambienti ministeriali ma che questa mattina trova nuova eco e viene riproposta sulla stampa.


L'altra indiscrezione che trapela dal Ministero, tuttavia, riguarda la possibili riorganizzazione della stessa Agenzia delle Dogane. Anche se i vertici dovessero rimanere gli stessi, dunque, a cambiare dovrebbe essere, in ogni caso, la struttura dell'organismo, con una ridistribuzione delle competenze in linea con il processo di riorganizzazione avviato con la spending review che aveva portato all'accorpamento dell'ex Aams con le Dogane. Un doppio onore (peraltro, neppure banale, tenendo conto dell'ampiezza e complessità dei due comparto assai diversi tra loro) in capo al numero uno Giuseppe Peleggi destinato ad essere ridimensionato. O, quanto meno, riorganizzato.
Quello che è certo è che la partita è tutt'altro che banale, soprattutto per la posta in palio, con ben 350 miliardi di euro di evasione stimata nel nostro paese, che portano a oltre 600 miliardi di euro il monte da riscuotere da parte di Equitalia. Numeri che chiedono riforme serie, e possibilmente rapide. Come, del resto, a chiederle è il comparto del gioco pubblico, alle prese con numeri altrettanto allarmanti, soprattutto in termini di denari sottratti all'Erario poiché introdotti su circuiti illeciti o non autorizzati. Con inevitabili conseguenze sulle imprese, oltre che sul sistema paese.

 

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