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Bolzano, Operazione totem: sequestri e denunce per 4 società del gioco

  • Scritto da Redazione

Denunce per 4 società del gioco e 19 totem sequestrati nell'ambito di un'operazione condotta da Finanza e Polizia a Bolzano.

Diciannove totem e 47mila euro in contanti sequestrati, quattro società - una delle quali rischia la confisca di un milione di euro - e 46 persone operanti nel settore del gioco denunciate. Succede a Bolzano, a seguito dell'operazione condotta dalla Guardia di finanza e dalla Polizia di stato per contrastare l'illegalità nel gioco. Questo bilancio, come evidenziano il questore Lucio Carluccio ed il comandante delle Fiamme gialle Giulio Piller, è il risultato di tre anni di indagini.

 

COSA SONO I TOTEM - “L’operazione 'Totem' – si legge in una nota della Polizia di Bolzano - nata nel novembre 2013 come indagine penale e terminata nel 2016 come indagine di tipo amministrativo, riguarda la diffusione all’interno di esercizi pubblici della provincia di Bolzano dei cosiddetti 'totem' o 'kioski', cioè dei videoterminali che consentono l’accesso a piattaforme di giochi online con pagamento delle vincite per contanti. I 'Totem' non sono altro che dei computer dotati di lettore di banconote mascherati da apparecchi per le ricariche telefoniche dei principali operatori di telefonia mobile che, attraverso Internet, si collegano a piattaforme di gioco attestate su siti esteri. Tramite tali siti si accede ai giochi d'azzardo più diffusi. Il gioco d'azzardo solitamente  è dissimulato da gioco promozionale, nel senso che le puntate sono effettuate sì in denaro, ma formalmente i punti vinti potrebbero essere riscossi solo attraverso l'acquisto di articoli promozionali o la partecipazione a concorsi a premi per la vincita di 'gadget' elettronici, berretti, magliette, abbonamenti, ricariche telefoniche, suonerie per cellulari, ecc. Non c'è bisogno di dire che con i 'punti' vinti nessun giocatore acquista mai alcun articolo promozionale: le vincite, anche superiori ai 1.000 euro, sono sempre pagate dall'esercente in contanti e, naturalmente, in nero. Si rappresenta inoltre che, a seconda del tipo di 'Totem', quasi nessun dato contabile viene registrato nel p.c. contenuto nel totem, dal momento che i dati solitamente sono registrati nei server dei siti situati all'estero. È stata inoltre rilevata da parte dei noleggiatori, e alcune volte anche da parte dei baristi, la possibilità di alterare e modificare le percentuali di vincita, il tutto a discapito degli ignari giocatori”.

 

FASE PENALE - Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, da perquisizioni e sequestri (tre dei quali in flagranza di reato), hanno consentito di denunciare all’Autorità giudiziaria 46 persone fisiche (fra cui 21 baristi e 2 giocatori) e 4 società e di procedere al sequestro penale di 19 totem e 47.103 euro in contanti, rinvenuti parte all’interno degli apparecchi e parte nella abitazioni di soggetti perquisiti.

“Agli indagati principali è stato contestato anche il delitto di associazione per delinquere previsto dall’art. 416 codice penale, mentre a quasi tutte le altre persone, fra cui altri noleggiatori e i baristi dei locali è stato contestato l’aver esercitato abusivamente l’organizzazione di giochi che la legge riserva allo Stato. A quattro indagati è stato contestata  l’intestazione fittizia di beni in relazione alla titolarità di quote di alcune società nazionali ed estere, mentre a due giocatori  colti in flagranza di reato è stata contestata la contravvenzione penale prevista dall’art. 722 codice penale”, si legge in una nota.
 
A una delle società coinvolte “è stata contestata anche la violazione degli articoli 5 e 24 ter comma 2 del D. L.vo 8 giugno 2001, nr. 231, cioè le disposizioni di legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, con proposta di sequestro del 100 percento delle quote di capitale sociale, del saldo attivo dei rapporti bancari e postali e dei veicoli intestati alla società; l’oscuramento di due siti Internet e il sequestro, anche per equivalente, del profitto del reato di associazione per delinquere finalizzato alla commissione del gioco d’azzardo online, maturato nel periodo 01.01.2010 – 31.03.2014 e pari ad almeno 1.516.639,45 euro, con interdizione dall’esercizio dell’attività, significando che parte del suddetto profitto è stato calcolato grazie all’intercettazione e sequestro di dati telematici che hanno consentito di acquisire i dati della contabilità occulta dei totem registrati su un sito con sede in Estonia”.
 
“Nel corso dell'indagine - svolta unitamente al Nucleo P.T. della Guardia di Finanza di Bolzano - ci si è avvalsi anche dell’ausilio dei Funzionari e Ispettori dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Venezia e Trento”.
Ai sensi del codice delle leggi antimafia e misure di prevenzione, nei confronti di alcuni degli indagati sono state proposte anche delle misure di prevenzione di tipo patrimoniale di beni mobili e immobili per un valore di circa 1.000.000 di euro, ancora in fase di valutazione da parte della competente Autorità Giudiziaria.
Infine, “a conferma del fatto che il settore delle scommesse e dei giochi d’azzardo online sono fonte di enorme interesse da parte della criminalità organizzata, si segnala che durante le indagini sono stati rilevati contatti con diversi soggetti sospettati di essere molto vicini ad organizzazioni di stampo mafioso”.
 
FASE AMMINISTRATIVA – Lo scorso 4 marzo 2013 i Pubblici Ministeri titolari delle indagini (Igor Secco e Andrea Sacchetti), in considerazione dell’entrata in vigore dell’art. 1 comma 923 della Legge 28.12.2015 (legge di Stabilità), che ha disposto per  i totem solo tutta una serie di sanzioni amministrative, facendo venire meno l’applicabilità del delitto previsto dall’art. 4 della L. 401/89, cioè il reato scopo dell’associazione per delinquere ipotizzata, erano costretti a richiedere al Gip del Tribunale di Bolzano l’archiviazione del procedimento.
 
Sono stati avviati procedimenti amministrativi finalizzati a contestare a produttori, distributori e baristi gli illeciti amministrativi previsti dalla normativa in vigore all’epoca dei fatti, cioè l’art. 110 comma 9 lett. F ter) del Tulps. Al termine dell'attività sono stati contestati a due produttori (uno domiciliato in regione Trentino Alto Adige), a 3 agenti installatori (di Bolzano) e a16 baristi (tutti  della zona di Bolzano), sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 800.000 euro e in caso di mancato pagamento in misura ridotta e conseguente emissione di ordinanza – ingiunzione di pagamento, il competente Ufficio dei Monopoli di Trento potrebbe anche quintuplicare tali sanzioni.
Sono in corso da parte della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Bolzano ulteriori controlli negli esercizi pubblici della provincia di Bolzano, alcuni dei quali hanno già portato al sequestro amministrativo di ulteriori totem, con contestazione degli illeciti previsti dalla nuova normativa che prevedono delle sanzioni amministrative pecuniarie da 50.000 a 100.000 euro a totem per il titolare della piattaforma di gioco, di 20.000 euro a totem per gli agenti installatori e di 20.000 euro a totem per i baristi, mentre per i giocatori permane la sanzione di 516 euro prevista dall’art. 720 del codice penale.
Il Questore ha anche la facoltà di sospendere la licenza degli esercizi pubblici che hanno reiterato le citate violazioni, “in tal senso sono in corso ulteriori valutazioni”, fanno sapere dalla Questura.
 
 I sequestri di queste ore seguono quelli operati ad agosto nel capoluogo altoatesino, quando la Guardia di finanza aveva scoperto 12 totem collocati all’interno di diversi bar della zona.  A giugno, la Giunta provinciale ha tentato di dare un'ulteriore stretta al gioco legale nel territorio varando il divieto di installare slot nelle tabaccherie, in aggiunta alla vigente legge del 2012.
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