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Dia: 'Criminalità organizzata, persistono interessi in gioco illegale'

  • Scritto da Redazione

Fra i settori d'interesse della criminalità organizzata c'è anche il gioco illegale, evidenzia la relazione semestrale della Direzione investigativa relativa ai primi sei mesi del 2016.

 

 Si parla anche di gioco e scommesse illegali nella relazione semestrale della Direzione investigativa relativa ai primi sei mesi del 2016, pubblicata oggi, 27 gennaio.

"Significative, in proposito, le evidenze raccolte nel settore del gioco e delle scommesse illegali, anche on line, dove professionisti del settore avrebbero agevolato non solo la criminalità campana, ma anche la ‘ndrangheta e Cosa nostra, in una commistione di interessi la cui portata è tale da far prevalere la convenienza di una spartizione concordata dei profitti illeciti, piuttosto che assumere, in maniera cruenta, posizioni monopolistiche.
Uno spostamento di strategia che tiene conto anche della difficile congiuntura economica", si legge nella relazione.

 

Fra i gruppi camorristici oggetto di diverse operazioni delle forze dell'ordine nel contrasto al gioco illegale, spicca "in particolare il cartello dei Casalesi che, come emerso nell’operazione Imitation Game del mese di gennaio, si sarebbero avvalsi del know how di esperti professionisti informatici per creare una vasta rete illegale di gioco on line, utile a riciclare capitali ma anche ad omettere il versamento dei tributi erariali per la concessione di gioco. 
Il gioco illecito veniva realizzato attraverso la costituzione di siti di gioco per il poker online, non autorizzati dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato, ai quali si accedeva da remoto, cioè da server collocati all’estero da parte di società, anch’esse operanti all’estero (Romania, Georgia, Turchia, Kenia, Malta, Cipro, America, Australia), gestite dagli indagati". Invece, "nell’operazione Game over356 sono stati invece coinvolti soggetti ritenuti affiliati ai Casalesi, gruppo Iovine ed al contiguo ed autonomo sodalizio Guarnera di Acilia, quartiere della periferia sud di Roma. Il provvedimento ha tratto spunto da diverse inchieste su un esponente del clan Iovine che, trasferitosi ad Acilia nel 2003, aveva stretto rapporti con la famiglia Guarnera, con la cui complicità era riuscito ad acquisire la gestione di numerose sale gioco".
 
Per quanto riguarda la criminalità organizzata siciliana per la Dia "appare significativa un’indagine condotta nel semestre dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, denominata 'Totem', grazie alla quale è stato individuato un gruppo criminale composto anche da elementi di vertice del clan Galli, dedito al controllo di locali notturni nella riviera nord del capoluogo, dove far confluire e ripulire capitali di illecita provenienza. Allo stesso tempo, il sodalizio è risultato attivo nella gestione di un forte giro di scommesse illegali raccolte online (corse clandestine di cavalli e installazione di video-poker), che venivano poi indirizzate, via internet, su operatori non autorizzati".
 
Un'attitudine che secondo la Dia si registra anche all'estero dove "si segnala, ancora, un rinnovato interesse di Cosa nostra per il traffico internazionale di stupefacenti e per le attività di riciclaggio connesse alla gestione illegale dei giochi e delle scommesse", a cominciare dal territorio di New York.
 
 
 
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