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Zerbetto: 'Creare un tavolo che coinvolga anche l’industria'

  • Scritto da Ac

Il professor Riccardo Zerbetto, medico psichiatra, direttore scientifico di Orthos, interviene alla presentazione del suo libro "Il senso del gioco".

Milano - Il termine gioco responsabile "è stato utilizzato in modo discutibile in campagne di sensibilizzazione ai rischi del gioco, che invitavano ad evitare gli eccessi. In modo proprio il termine si riferisce, tuttavia, a una impostazione precisa che comporta la partecipazione dei tre soggetti che hanno competenza in materia di programmazione di una strategia di gioco compatibile o, comunemente detto 'responsabile' vale a dire: il politico (a livello nazionale o locale, cui spetta l’elaborazione di normative inerenti i diversi aspetti sul tema), il concessionario (che gestisce su autorizzazione dello stato le diverse attività di gioco d’azzardo) e il tecnico (i professionisti che hanno competenza in ambito terapeutico, preventivo e riabilitativo sulla patologia collegata al gioco). Questi tre soggetti possono avere concezioni contrastanti nelle valutazioni dei vari aspetti connessi al gioco d’azzardo, ma è proprio dalla ricerca di un equilibrato compromesso tra esigenze di entrate fiscali per il governo, profitti di coloro che gestiscono il gioco e tutela dei consumatori che può derivare una strategia complessiva equa e, appunto, responsabile”.

 

È la tesi proposta dal professor Riccardo Zerbetto, medico psichiatra, direttore scientifico di Orthos, alla presentazione del suo libro “Il senso del gioco. Tra competizione, vertigine, caso e responsabilità: la sfida del giocatore e quella delle istituzioni”, edito da Gn Media, in occasione della presentazione di oggi a Milano, presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani.
"Il Governo ha il compito di elaborare una strategia sul settore, per mettere in atto elementi di tutela. L'industria fa il suo mestiere e non deve essere criminalizzata, perché deve essere il governo a disciplinare il mercato.
Per questo auspico fortemente l’istituzione di un tavolo di lavoro per realizzare politiche concrete di gioco responsabile che siano serie ed efficaci, ma devono partecipare a questo tavolo anche le parti sociali e l’industria perché solo in questo modo si può avere una dimensione completa di un fenomeno così altamente complesso com’è il gioco”.
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