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Puglia, il gioco legale chiede proroga della legge: la cronaca della manifestazione

  • Scritto da Fm

La cronaca della manifestazione dei lavoratori del gioco legale della Puglia per chiedere la proroga della legge regionale, in discussione in Consiglio oggi 30 ottobre.

Bari - "Siamo qui per salvaguardare il nostro diritto al lavoro. Senza una proroga il gioco si lascerebbe in mano alla criminalità: la gente gioca da sempre, ora in esercizi autorizzati dallo Stato, ma in futuro? Il distanziometro non è efficace, ha solo un effetto espulsivo. Serve un testo unico, emanato dal Governo. Speriamo che il presidente della Puglia Michele Emiliano conceda la proroga, almeno fino all'arrivo di una norma nazionale".

 

Si apre così, con le parole di un operatore di slot e Vlt, la manifestazione organizzata dai lavoratori del gioco pubblico a Bari, oltre tremila, sotto la sede del Consiglio della Puglia, dove per la seduta di oggi 30 ottobre è calendarizzata la discussione della proroga alla legge regionale che renderebbe illegale il funzionamento degli apparecchi su quasi tutto il territorio.
 
 
Ecco la cronaca di Gioconews.it della giornata.
 
 
 Ore 11.45 - Positivo sulla proroga della legge sul gioco il parere del consigliere Nicola Marmo di Forza Italia. "Speriamo che sia prorogata la scadenza delle autorizzazioni in essere per il gioco, fissata al 20 dicembre, in attesa di due provvedimenti che potrebbero arrivare: il decreto frutto dell'intesa del 2017 in Conferenza Stato-Regioni e poi la possibilità che il governo centrale emani delle norme per regolare il settore. Siccome abbiamo la necessità di attendere una legge quadro, le Regioni non possono andare avanti ognuna per conto loro. Per noi è normale che si vada alla proroga, e si consenta che ci pensi il Governo, che nel decreto Dignità ha abolito la pubblicità al gioco e ha promesso un provvedimento per regolamentare il settore. Abbiamo due elementi su cui riflettere: il distanziometro non determina effetti sul Gap, poi bisogna intervenire sui processi educativi, perché tutta la legge regionale prevede interventi sulla parte socio-sanitaria che di fatto non sono stati attuati e i centri per le dipendenze non si occupano ancora di questa patologia. Quindi ci sono tante riflessioni da fare sul settore del gioco pubblico, alimentato dallo Stato, e quindi è lo Stato che deve porre in essere tutte le misure perché sia legale e non sia patologico".
 

Ore 11.20 - Dura la presa di posizione dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti alla manifestazione. Il segretario locale della Fisascat Antonio Arcadio evidenzia: “Questo è il risultato di migliaia di lavoratori che hanno chiesto aiuto al sindacato. Noi oggi gridiamo a gran voce 'stop al licenziamento di oltre 20mila lavoratori': chiediamo alla Regione Puglia di essere ascoltati, perché il Gap non può essere sconfitto solo con il proibizionismo, c'è bisogno di un confronto fra tutte le parti sociali, comprese le organizzazioni sindacali. Abbiamo scritto per ben due volte alla Regione Puglia senza ricevere alcuna risposta. Oggi la risposta la stiamo dando noi con migliaia di lavoratori che sono qui per essere ascoltati. Speriamo che la Regione approvi la proroga e che si apra un tavolo di confronto fra tutte le associazioni per capire come affrontare il Gap. Alternative al distanziometro: “Confrontarsi con un'educazione sociale, entrare nelle scuole, spiegare cosa è il Gap. Non può essere solamente chiudere le attività a meno di 500 metri dai luoghi sensibili perché altrimenti diamo spazio al gioco illegale”. Gli fa eco Barbara Neglia della Filcams Cgil: “Oggi, forse per la prima volta siamo insieme – sindacati e associazioni datoriali - con un unico obiettivo: salvaguardare i posti di lavoro. Il Governo regionale si dovrà assumere la responsabilità di 20mila persone tra indotto e diretti che rimarranno a casa: noi stiamo facendo la nostra parte, non stiamo chiedendo niente di più che una proroga per provare ad aprire insieme un tavolo condiviso per trovare le soluzioni più idonee. Anche quest'estate abbiamo chiesto un confronto alla Regione, nessuno ci ha voluto ascoltare e questa è la nostra risposta. Questo non è un problema solo della Puglia ma di caratura nazionale, quindi noi dobbiamo spostare la discussione a livello nazionale perché è molto facile demandarla sul piano territoriale quando la responsabilità invece è più in alto”.

 
 
Ore 11.24 - Fabio Biondo, rappresentante dell'associazione As.Tro per la Puglia è fiducioso sull'esito del voto del Consiglio sulla proroga della legge sul gioco: "Siamo soddisfattissimi della manifestazione, attendiamo il voto. Il settore si è mostrato compatto, siamo ottimisti per l'esito: si è mobilitata tutta la Puglia". 
 
 
 
 
 Ore 11.17 - "Abbiamo tolto un po' di ipocrisia e messo un po' di buon senso", così il presidente di Sapar Puglia, Domenico Distante, commenta la decisione del Consiglio regionale di mettere al primo punto all'ordine del giorno la discussione della proroga alla legge sul gioco.
 
Ore 11.11 - Per il consigliere Ernesto Abbaterusso, firmatario della proposta di proroga della legge sul gioco: "Abbiamo appena terminato la riunione dei capigruppo, abbiamo chiesto l'inversione dei punti in discussione e concordato che la legge sarà il primo punto all'ordine del giorno invece che al numero 13. La protesta dei lavoratori è sacrosanta: senza la proroga ci sarebbe un disastro, 20mila posti di lavoratori in meno e la consegna del gioco legale nelle mani della criminalità".
 
 
Ore 10.50Antonio Caprio, segretario generale Ugl, sottolinea: "Questa legge regionale se non dovesse avere proroga potrebbe provocare circa 20mila licenziamenti di lavoratori, a cui si aggiunge un indotto con altri 10mila. Auspichiamo che nelle prossime ore il Consiglio regionale possa dare proroga e consentire a tutti gli attori di sedersi attorno a un tavolo per creare le condizioni per evitare che all'interno delle strutture possano entrare malati di gioco".
 
 
Ore 10.45 - Domenico Distante, presidente di Sapar Puglia, afferma: "Il consigliere Amati ha aggiunto la sua firma a emendamento di Abbaterusso. Negli ultimi giorni, molti si sono detti contrari a distnaizomento. Molti hanno confermato che non serve, oggi si può giocare online 24 ore al giorno e 360 giorni all'anno, chi vuole chiudere piccole imprese se ne deve assumere la resonsabilita. Mai come questa volta ci siamo uniti per la difesa delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Spero oggi nel buon senso di tutti i consiglieri regionali, non è giusto chiudere aziende storiche: togliendole si apre la strada al gioco illegale. Senza proroga, compreso l'indotto, rischiano di saltare 20mila posti di lavoro".
 
 
Ore 10.40 - Sul tema si esprime  il consigliere Fabiano Amati, intercettato dai lavoratori all'entrata in Consiglio: "Non è il distanziometro che risolve questo problema, ma servono processi educativi. Credo anzi che potrebbe alinmentare criminalità ed usura. Va fatta la norma statale per risolvere il problema, non ci può essere un federalismo del gioco. Ci sono molti colleghi che sono pieni di dubbi e non sanno cosa sia la cosa migliore da fare. Invece che vietare, meglio partire dalla prevenzione".
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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