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Risso (Fit) all'Agcom: 'Informazione sul gioco non è promozione del gioco'

  • Scritto da Redazione

Il presidente della Federazione italiana tabaccai, Giovanni Risso, in audizione all'Agcom chiede di salvaguardare attività di informazione sui prodotti di gioco lecito.

Mentre per gli inizi o al massimo la metà di marzo è attesa la pubblicazione da parte dell'Agcom - Autorità Garante delle comunicazioni delle linee guida per l'attuazione del divieto di pubblicità al gioco previsto dal decreto Dignità, continuano a essere svelati i contenuti delle audizioni degli operatori del settore tenutesi nelle scorse settimane.


Ora è la volta della Federazione italiana tabaccai, con il presidente Giovanni Risso.
"La 'patata bollente' del divieto di pubblicità dei giochi con vincita in denaro è finita tra le mani dell’Agcom.
Il Garante delle Comunicazioni, infatti, proprio in queste settimane sta cercando di venire a capo del difficile compito di individuare l’ambito di applicazione del famigerato divieto di pubblicità disposto dal decreto Dignità nella scorsa estate.
Un divieto così generalizzato, lo ricorderete, da lasciare non pochi interrogativi: primo tra tutti, come si debba declinare il divieto con l’attività di informazione che noi esercenti facciamo all’interno delle nostre tabaccherie alla clientela.
Per non parlare dell’esterno: le nostre insegne rientrano forse nell’ambito della pubblicità?", si chiede Risso.

"Noi lo abbiamo detto fin dal primo giorno: non si deve confondere la pubblicità, anche indiretta, rivolta ai consumatori per la promozione del gioco, con la comunicazione svolta dai punti vendita alla propria clientela per informarla dei prodotti commercializzati e soprattutto del provider legale che li gestisce. Anche perché, parliamoci chiaro: spogliare i punti vendita di tutte queste informative priverà i cittadini della possibilità di riconoscere la rete legale da quella illegale. Ed anzi, paradossalmente, se così fosse, a giovarne sarebbe proprio la rete illegale, che rimarrebbe l’unica ben visibile sul territorio.
Allo stesso modo, crediamo che gli operatori del settore non possano essere privati delle informazioni sulle novità del mondo del gioco tramite la stampa specializzata. Esattamente come succede nel mondo del tabacco, peraltro.
Questa, in sintesi, è la posizione che abbiamo presentato all’Agcom nell’ambito di un questionario ufficiale a cui tutti i soggetti interessati sono stati chiamati a partecipare.
E la stessa posizione l’abbiamo ribadita con forza anche nel corso di un’audizione tenutasi proprio recentemente presso lo stesso Garante.
Insomma, va bene il divieto di pubblicità sui giochi, ma i nostri clienti devono avere contezza dei ricevitori ai quali possono rivolgersi. Ne va della salvaguardia della rete legale di raccolta!
E su questo non indietreggeremo di un centimetro!".
 
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