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Fit e Sts: 'Servono regole nazionali a tutela del gioco legale'

  • Scritto da Redazione

A convegno a Sanremo, le rappresentanze dei tabaccai, Sts e Fit, tornano a chiedere regole nazionali per garantire la tutela del gioco legale.

“Questo convegno è nazionale ed è davvero importante: contro di noi ci sono demagogia e pregiudizi, ma dobbiamo ricordare che questo settore è totalmente legale, la rete dei tabaccai è di fatto dello Stato e sotto il suo controllo. Non è accettabile che vi siano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Siamo convinti si possa ritornare a ragionare in modo sereno senza demagogia: serve una nuova regolamentazione tutelando legalità, lavoratori, e contro il pendolarismo dei giocatori”.

Lo sottolinea Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, al convegno "Gioco pubblico legale: riflessioni, proposte, prospettive" organizzato insieme con l'Istituto Milton Friedman, il Sindacato totoricevitori sportivi (Sts) e Federgioco, al Casinò di Sanremo, oggi, lunedì 18 febbraio.

 

L’incontro giunge in un momento di stretta attualità per le polemiche sollevate dalle modalità e dagli orari di utilizzo degli apparecchi nei locali pubblici della provincia di Imperia ed è un'occasione di confronto per fare luce sulle criticità normative in materia di gioco pubblico legale, individuando le possibili soluzioni che separano la tutela della salute pubblica e la salvaguardia delle attività economiche del settore.
 
Come ricorda ancora Risso: “Il settore del gioco lecito occupa oltre 150mila persone e più di 54mila tabaccherie che ricavano dal gioco il 40 percento degli introiti. I licenziamenti del settore e le nostre chiusure non fanno notizia. Stanno smantellando il gioco pubblico legale! Oggi c’è una rete legale sotto attacco, nonostante sia presidio di legalità sul territorio e sia passata da 800mila slot illegali nel 2003 a meno di 300mila oggi. Ordinanze orarie come quella di Ventimiglia sono controproducenti”.
 
Dello stesso tenore l'intervento di Giorgio Pastorino, presidente di Sts. “Il modello concessorio ha fatto emergere il gioco illegale; i lavoratori e gli investimenti delle imprese dimostrano che si tratta di una vera industria e che questo settore è 'economia reale'. Auspichiamo quindi regole nazionali omogenee lungimiranti. Il mercato del gioco si è evoluto, prima del 2003 alcuni giochi come le slot non erano regolati, ma la domanda da parte degli utenti vi era. Ancora prima nel 1980 vi fu lo scandalo delle scommesse sportive che erano vietate”.
 
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